di redazione CF
Smascherato dai carabinieri di Fermo il business delle auto “fantasma”: sequestrate decine di targhe tedesche contraffatte.
Nei giorni scorsi, i militari della caserma dei Carabinieri di Fermo hanno portato a termine un’articolata attività d’indagine convenzionalmente denominata “Operazione Mannheim” (il nome della operazione deriva da Mannheim la provincia con la quale iniziano le targhe contraffatte quasi tutte aventi iniziali MA ****).
L’indagine è scaturita dalla querela sporta da un residente della provincia di Fermo, il quale ha segnalato anomalie su un’auto d’importazione appena acquistata. I primi accertamenti hanno permesso ai militari di accertare che sul veicolo erano state installate targhe provvisorie tedesche, sia anteriori che posteriori, risultate contraffatte.
Per tali ragioni, i Carabinieri hanno denunciato un uomo di circa 80 anni, legale rappresentante di una concessionaria del Maceratese, ed un procacciatore d’affari nel settore “automotive usato” di circa 50 anni, operante presso la medesima rivendita, entrambi già noti alle forze dell’ordine. I due sono stati ritenuti responsabili, in concorso tra loro, del reato di falsità materiale commessa da privato.
L’attività investigativa non si è però fermata al singolo veicolo: i Carabinieri di Fermo, agendo in sinergia con i colleghi delle caserme di Porto Sant’Elpidio e Montegranaro, hanno dato esecuzione a un decreto di perquisizione personale e domiciliare emesso dalla Procura della Repubblica di Fermo. Le operazioni, condotte presso l’abitazione dell’uomo di circa 50 anni e la sua postazione lavorativa nel Maceratese hanno permesso di rinvenire nella disponibilità dell’uomo ben 27 targhe (anteriori e posteriori) tedesche provvisorie, tutte risultate contraffatte e immediatamente poste sotto sequestro per successiva approfondita perizia, anche attraverso la preziosa collaborazione del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia.
I primi accertamenti condotti hanno confermato la contraffazione delle targhe. «L’utilizzo di tali targhe contraffatte – spiegano i carabinieri – è un espediente illecito, tassello di un sistema spesso mirato anche all’evasione fiscale. Questo metodo è verosimilmente puntato a sottrarsi agli obblighi del Fisco italiano, evitando il pagamento di sanzioni stradali, superbolli e sfuggendo al monitoraggio del redditometro. Tale sistema permette inoltre l’ottenimento di una sorta di “impunità” temporale, superando il limite dei 90 giorni per l’immatricolazione nazionale e garantendo un anonimato pressoché totale, poiché i dati di tali targhe non risultano nei registri della Motorizzazione. L’operazione “Mannheim” ha così interrotto un’attività che alimentava una pericolosa zona d’ombra nel settore del commercio automobilistico. Il costante monitoraggio dell’Arma resta fondamentale per garantire la trasparenza delle transazioni commerciali e la sicurezza stradale, tutelando la comunità e i cittadini da pratiche illecite che minano la fiducia nelle istituzioni e nel mercato legale».
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