Nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale di Porto San Giorgio, i consiglieri di opposizione hanno abbandonato la sala in segno di protesta.
Sulla vicenda è intervenuta Giulia Vagnozzi, capogruppo in maggioranza del gruppo “Insieme”.
«Un Pd che, per far vedere che esiste, deve andarsene. Siamo al paradosso. Il Consiglio comunale di ieri sera ci ha consegnato una fotografia piuttosto chiara del modo in cui il Partito Democratico intende interpretare il proprio ruolo: abbandonare l’aula prima della discussione sulla variazione di bilancio e sul piano delle opere pubbliche perché non si stava parlando dell’argomento di cui voleva discutere lui – dichiara la Vagnozzi – la motivazione è stata esplicitata chiaramente: finché non verrà affrontata la questione relativa alla gestione del porto, il Pd non parteciperà ai lavori consiliari. Capriccio? Ricatto? Ultimatum? Ognuno è libero di giudicare. I fatti, però, restano fatti. Casus belli. Perché quando gli argomenti scarseggiano, il teatro della polemica diventa spesso l’unico rifugio utile».
«Ieri si discutevano investimenti, risorse pubbliche e opere per la città. Era il momento in cui l’opposizione avrebbe dovuto svolgere il proprio ruolo: intervenire, contestare, proporre, controllare, avanzare osservazioni e chiedere conto delle scelte dell’Amministrazione. Invece ha scelto di non farlo – ha aggiunto la Vagnozzi – ed è qui che emerge tutta la contraddizione di una protesta che pretende di essere presentata come una battaglia per la trasparenza e il controllo. Fa poi sorridere assistere a tanta improvvisa passione per le sorti del porto. Il Partito Democratico era in maggioranza quando si accumulavano oltre un milione di euro di canoni non pagati dall’allora gestore. Ma non ha mai ritenuto importante informarne né il Consiglio comunale, né tantomeno i cittadini. Oggi, dai banchi dell’opposizione, tenta di accreditarsi come il più severo controllore di una situazione sulla quale ha avuto responsabilità dirette. Ancora più singolare è che la questione venga sollevata con tanta enfasi da chi ha sempre sostenuto di non essere a conoscenza di quanto stava accadendo, arrivando a definire il patrimonio comunale come “figlio di un Dio minore”. Una ricostruzione che ciascuno può valutare liberamente».
«C’è però una notizia che merita di essere evidenziata: abbiamo finalmente scoperto che per il Pd sangiorgese il porto è importante. E no, non è uno scherzo. Quattro anni di opposizioni sono serviti a far scoprire loro che il porto esiste. E se il dissenso è una componente fondamentale della democrazia, la polemica fine a sé stessa è un’altra cosa. Tentare di far passare come alto esercizio politico quello che appare semplicemente come un gesto di protesta non cambia la sostanza dei fatti – conclude – il gesto di ieri non rappresenta una prova di forza; al contrario, rappresenta una rinuncia. La rinuncia al confronto e allo svolgimento di quel ruolo di controllo che dichiarano di voler difendere. Ieri il Pd non ha abbandonato soltanto l’aula ma, cosa ancora più grave, ha abbandonato i cittadini che lo hanno eletto e l’occasione di dimostrare che sa ancora fare opposizione. Preso atto di ciò, questa Amministrazione continuerà a discutere, lavorare e decidere, assumendosi la responsabilità delle proprie scelte. La differenza tra politica e polemica è semplice: la prima serve ai cittadini, la seconda serve soltanto a chi la pratica. E questa differenza, ormai, è sempre più evidente agli occhi di tutti».
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