«Giunta, una poltrona in più e un’identità sotto vecchie logiche. Inizia l’era Scarfini» L’affondo di “Fermo città comune”

FERMO - L'aspra critica della coalizione di centrosinistra, in minoranza all'esito delle elezioni, dopo la presentazione della nuova giunta fermana

La coalizione Fermo Città Comune con la candidata a sindaco di Fermo, Angelica Malvatani

«Una poltrona in più e un’identità precisa: inizia l’era Scarfini sotto vecchie logiche»,  la coalizione “Fermo città comune”, all’opposizione dopo l’esito delle urne, commenta così l’ufficializzazione delle deleghe ai nove assessori comunali, tra conferme e nuovi ingressi «all’insegna del ritorno al passato».

«La Giunta Scarfini è la perfetta rappresentazione di quello che c’era dietro le quinte di una campagna elettorale che, di fatto, si è giocata più sugli accordi e sulle promesse di poltrone che sui temi.  La scelta del neo sindaco Alberto Scarfini di nominare una giunta composta da 9 assessori, rispetto agli 8 della precedente amministrazione, è del tutto legittima e prevista dallo Statuto comunale. Tuttavia, una domanda politica rimane: quando è stata annunciata questa scelta ai cittadini durante la campagna elettorale?».
«In mesi di incontri, confronti e promesse, non ricordiamo che sia stato detto ai fermani che una delle prime decisioni della nuova amministrazione sarebbe stata quella di aumentare il numero degli assessori, con il conseguente incremento della spesa pubblica destinata agli organi politici del Comune.  Noi avevamo una visione diversa. Avevamo proposto di destinare parte delle indennità degli amministratori a un fondo sociale di emergenza, per sostenere le persone e le famiglie in difficoltà, dando un segnale concreto di vicinanza alla comunità in un periodo difficile per tanti cittadini. La nuova amministrazione sceglie invece una strada opposta: aumentare il numero delle poltrone disponibili e i relativi costi a carico della collettività. La politica responsabile e gli incarichi importanti vanno pagati ma è altrettanto vero che occorre trovare tutte le strategie possibili per dare risposte alle persone, oggi alle prese col caro energia, col caro bollette, con gli stipendi sempre più bassi. Per questo, più che il trionfo del civismo annunciato in campagna elettorale, la nascita della nuova giunta assomiglia all’ennesima operazione di distribuzione degli incarichi all’interno della maggioranza. Se l’aumento degli assessori era considerato necessario, sarebbe stato corretto dirlo prima delle elezioni. Perché le scelte politiche più significative non si giudicano solo dalla loro legittimità formale, ma anche dalla coerenza con gli impegni assunti davanti agli elettori».
«In controluce – concludono da “Fermo città comune” – si vede invece la presenza massiccia di Forza Italia e la volontà di Jessica Marcozzi, c’è la presenza di Lauro Salvatelli ex vicesindaco di Porto San Giorgio, estromesso dalla giunta Vesprini nel 2023 per la tessera di Fdi, che diventa assessore con delle deleghe poco pesanti. Dunque il civismo fermano conferma quello che abbiamo sempre detto e cioè che l’anima è di centro destra. Noi restiamo chiari con i nostri elettori, faremo un’opposizione vera leale e costruttiva esattamente come abbiamo fatto la coalizione, la campagna elettorale, l’ascolto e il programma. Siamo già al lavoro per raccogliere istanze e tematiche, con i giovani che ci hanno affidato i loro sogni, con i cittadini che hanno bisogno di essere ascoltati. Con buona pace di chi non ama avere una minoranza presente e costruttiva, all’ex sindaco Paolo Calcinaro, che torna ad attaccare il centrosinistra fermano, ricordiamo che la democrazia è questo: chi deve governare governi, chi fa opposizione ha il diritto di far sentire la voce dei cittadini, chi fa l’assessore regionale alla sanità di questo deve occuparsi.

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