«Annuncio le mie dimissioni irrevocabili da organizzatore del Gran Premio di Capodarco, senza Gaetano non è più lo stesso…». A circa due mesi dalla prossima edizione del noto evento ciclistico che dà lustro all’intero territorio (16 agosto), Adriano Spinozzi frena e scende dalla bici. Non è una sorpresa, questa decisione la covava già da un po’. Dopo la scomparsa del patron Gaetano Gazzoli (29 maggio 2025), per lui un fratello oltre che un amico, Spinozzi non ha ritrovato nei successivi proprietari quel rapporto che invece custodiva con il fedele compagno di viaggio. Adriano era in prima linea per l’appuntamento dello scorso anno, quando la morte di Gazzoli era ancora fresca, ha preferito farsi da parte adesso alla vigilia della 54esima kermesse. Con enorme dispiacere, non senza un pizzico di amarezza e polemica.
«Da oltre trent’anni collaboravo attivamente per la realizzazione della corsa internazionale del Gran Premio di Capodarco Comunità di Capodarco – inizia così il flusso di coscienza di Spinozzi, tra l’altro di recente diventato eletto consigliere consigliere comunale, di minoranza, nell’assise fermana – principalmente occupandomi della parte più tecnica della gara. Da quando è mancato Gaetano, qualcosa è cambiato. Lui era sempre pronto a condividere ogni idea, mi gratificava moralmente e si fidava ciecamente di me che ero il suo referente di tutto ciò che ruotava attorno alla corsa. Nel concreto, contattavo ogni squadra italiana e straniera, curavo i rapporti con le federazioni ciclistiche oltre a tessere i legami con gli enti locali per garantire la sicurezza della gara, questura, prefettura, vigili urbani di Porto San Giorgio e Fermo, uffici comunali. Mi occupavo di sponsor e gestivo tutti i volontari, facevo da trade union con gli alberghi che ospitavano squadre, operatori tv, stampa e ogni mezzo di servizio. Una carovana di 500 persone. Ma ora preferisco lasciare. Non sento più quell’entusiasmo che anche Gaetano alimentava. E’ una decisione sofferta che non avrei mai voluto prendere, ma che considero inevitabile visti anche aspetti nella gestione societaria e nell’organizzazione finanziaria della gara».
Adriano Spinozzi e Gaetano Gazzoli
Il racconto di Spinozzi si fa più incalzante. «Più volte negli ultimi mesi sono stato escluso e mai invitato alle presentazioni del Gran Premio. Improvvisamente sparito e mai menzionato, mentre nelle interviste altri utilizzavano materiale da me prodotto in questi anni. In tutto questo tempo mi sono guadagnato la stima delle persone creando una mia immagine che oggi è come se venisse sfruttata. Non essendoci più i presupposti di fiducia, sono costretto a fare un passo indietro. E’ un atto d’amore verso chi ha sempre creduto in me, in primis lo stesso Gaetano Gazzoli. Ringrazio di cuore tutte le persone che mi hanno supportato, la mia famiglia, che di sacrifici ne ha fatti più di me, gli amici che continuano a starmi vicino e tutte le persone che mi stanno dimostrando la loro solidarietà. Continuerò a svolgere le mie attività nel mondo del ciclismo con i canali creati e coltivati con umiltà e quella passione che mi contraddistingue, da cinquant’anni a questa parte, nel mondo delle due ruote. Ringrazio infine la Comunità di Capodarco e don Vinicio Albanesi. La corsa è stata sempre legata alla Comunità per valorizzare quei valori umani e di solidarietà. Ed io da quasi trent’anni continuo a svolgere le mie mansioni dedicandomi all’accoglienza delle persone più fragili».