«Ringrazio i miei colleghi che hanno scelto di affidarmi per altri due anni la guida della sezione. In questa fase complessa, in cui i mercati sono in difficoltà, il mio impegno sarà ancora maggiore. Ma voglio che sia condiviso”. Si è presentato così Carlo Forti agli associati che rendono il distretto del cappello un unicum a livello mondiale.
Durante l’assemblea, che si è tenuta a Massa Fermana, sono emerse una serie di problematiche che preoccupano gli imprenditori. La principale è legata alla necessità di rinnovare alcuni macchinari per accrescere sicurezza e qualità del lavoro.
Forti, dopo essersi confrontato con i consulenti di Confindustria sulla problematica, ha promosso una riunione a Montappone aperta a tutto il sistema imprenditoriale del cappello, associati e non.
«L’evoluzione delle norme ha reso alcuni dei nostri macchinari principali datati, vanno quindi fatti alcuni interventi. Ho suggerito – spiega Forti – di attivarsi anche in rete, in modo da accelerare i percorsi burocratici, certificazioni incluse, e ridurre i costi. Vedremo, il primo incontro è stato comunque molto costruttivo, come il dialogo avviato in Regione a cui abbiamo chiesto delle misure mirate per supportarci in questo oneroso percorso. Sono fiducioso, gli imprenditori fanno sempre la loro parte».
Per Forti e il distretto del cappello le sfide sono però molteplici: «Abbiamo un problema di personale, dobbiamo riuscire a riaprire la fabbrica pilota, che era un modello vincente che è stato poi minato dalla crisi».
Inserire i giovani, significa anche ricambio generazionale: «Dobbiamo affrontarlo a più livelli. Non molto imprenditori hanno figli o figlie a cui lasciare l’azienda, trovare quindi un erede diventa necessario, quanto complicato. E questo vale anche per i dipendenti, con quelli che conoscono il mestiere che stanno pian piano raggiungendo l’età pensionabile. Se vogliamo restare il punto di riferimento per griffe e marchi, le aziende devono essere pronte a produrre, ma anche a capire le innovazioni che il presente ci sta mostrando. Intelligenza artificiale inclusa».
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