di redazione CF
Nell’ambito delle quotidiane attività di controllo del territorio finalizzate alla prevenzione e al contrasto della criminalità diffusa, i Carabinieri dei Comandi Compagnia di Fermo e Montegiorgio mantengono «costante e diffusa la presenza istituzionale in tutta la provincia. Attraverso interventi tempestivi e mirate attività investigative, l’Arma assicura una vigilanza continua sia nei centri urbani sia nei luoghi di aggregazione o cura, operando con fermezza contro le condotte illecite per preservare la pubblica incolumità, tutelare il patrimonio e garantire il rispetto delle norme sul vivere civile».
E su questa scia arrivano i risultati degli ultimi controlli.
A Petritoli, i militari della locale Stazione Carabinieri sono intervenuti presso una Residenza Sanitaria Assistenziale del posto a seguito di una segnalazione del personale medico riguardante una violenta lite tra due anziani ospiti. I militari hanno accertato che, per cause in corso di verifica, un uomo di circa 80 anni aveva aggredito il proprio compagno di stanza, un altro paziente allettato, colpendolo ripetutamente al volto con un coltello da tavola. Entrambi gli anziani sono stati inizialmente soccorsi dal personale della struttura e successivamente trasferiti d’urgenza presso il pronto soccorso dell’ospedale di Fermo. La parte offesa si trova attualmente in prognosi riservata per una presunta frattura maxillo-facciale. I Carabinieri hanno proceduto al sequestro dell’arma e hanno denunciato l’anziano aggressore per lesioni personali aggravate.
A Rapagnano, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Montegiorgio hanno denunciato un uomo di circa 40 anni anni, ritenuto responsabile del reato di porto di armi od oggetti atti ad offendere. Il soggetto, allontanatosi a piedi dalla propria abitazione in evidente stato di agitazione, è stato intercettato da una pattuglia della Sezione Radiomobile. Alla vista dei militari, dopo un breve colloquio, ha consegnato spontaneamente un coltello da caccia a lama fissa superiore a 8 centimetri, di cui era in possesso senza giustificato motivo. Sul posto è intervenuto il personale sanitario del 118, che ha proceduto al trasporto dell’interessato presso l’ospedale di Fermo per gli accertamenti del caso. L’arma bianca è stata sottoposta a sequestro.
A Fermo, i militari della locale Sezione Radiomobile, sono intervenuti presso un supermercato dove era stata segnalata la presenza di una persona molesta. Gli operanti hanno individuato e fermato una donna di 50 anni, originaria dell’Europa dell’Est, la quale, al fine di sottrarsi al controllo, ha rifiutato di fornire le proprie generalità e ha opposto resistenza nei confronti dei militari, sferrando calci all’indirizzo di un militare prima di essere immobilizzata. La donna è stata denunciata per resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire le proprie generalità.
Sempre a Fermo, e sempre i militari della locale Sezione Radiomobile, nel corso di un servizio notturno di controllo del territorio, hanno fermato per un controllo stradale una donna di circa 30 anni. La stessa si è fermamente rifiutata di esibire un documento di riconoscimento e di fornire indicazioni sulla propria identità personale ai militari operanti, venendo pertanto denunciata per il reato di rifiuto d’indicazioni sulla propria identità.
A Montegranaro, i militari della locale Stazione Carabinieri, a conclusione di un’accurata attività investigativa avviata a seguito della querela presentata dalla titolare di un bar del posto, hanno denunciato in stato di libertà per danneggiamento in concorso due nordafricani di circa 30 anni. Attraverso l’analisi dei filmati del sistema di videosorveglianza dell’attività commerciale, i due sono stati identificati quali autori di una violenta colluttazione avvenuta all’interno del locale, durante la quale hanno danneggiato una parete divisoria arrecando un danno patrimoniale di circa 2.000 euro. In relazione alla condotta violenta tenuta in luogo aperto al pubblico, i Carabinieri hanno formalmente richiesto alla Questura di Fermo l’applicazione nei confronti dei deferiti della misura di prevenzione del Daspo Urbano (Dacur).















