da sin. il sindaco Endrio Ubaldi e l’assessore Gastone Gismondi

«Ancora una volta la minoranza dimostra di guardare il dito e non vedere la luna». E’ la caustica replica del sindaco di Montegranaro, Endrio Ubaldi, e dell’assessore al turismo Gastone Gismondi all’opposizione che questa mattina criticava l’amministrazione comunale sui dati del turismo.

«Il comunicato diffuso da Avanti Montegranaro conferma una visione del turismo ormai superata, che riduce tutto al numero di persone che passeggiano in centro o alla presenza di qualche tavolo in più nei ristoranti. È una lettura semplicistica che ignora il lavoro di programmazione portato avanti in questi anni e i risultati raggiunti. Il turismo non si costruisce dall’oggi al domani. Si pianifica nel tempo, individuando una precisa identità della città, investendo nelle strutture, nei servizi e nella promozione. È esattamente ciò che questa Amministrazione ha fatto» sottolineano i due amministratori.

e via con la lista delle compiute: «Negli ultimi anni Montegranaro ha visto crescere la propria offerta ricettiva ed extra-ricettiva con strutture di ottimo livello che oggi garantiscono ai visitatori soggiorni di qualità. Investimenti privati importanti che hanno scelto Montegranaro perché hanno trovato un’Amministrazione capace di creare le condizioni favorevoli per farlo. Da parte del Comune c’è sempre stata grande attenzione nel valorizzare le iniziative dei privati che investono sul territorio, perché la crescita turistica passa anche dalla capacità di creare una sinergia virtuosa tra pubblico e privato. Abbiamo istituito l’Ufficio Turistico, realizzato il Museo della Storia e delle Tradizioni, valorizzato il Laghetto, investito nella riqualificazione delle strutture teatrali e continuiamo a promuovere il patrimonio storico, artistico e culturale della città. Tutto questo non nasce per caso e non è il frutto dell’improvvisazione».

Non mancano le stilettate del sindaco e dell’assessore: «Forse alla minoranza è sfuggito che Montegranaro propone ogni anno una stagione teatrale e una stagione concertistica che richiamano spettatori provenienti in larga parte da fuori città, contribuendo concretamente alle presenze sul territorio. Anche questa è promozione turistica, così come lo sono tutte le iniziative culturali che qualificano l’offerta cittadina durante l’anno. Fa sorridere leggere che il Museo della Storia e delle Tradizioni venga considerato quasi uno spreco. Conservare e valorizzare la memoria di una comunità non può essere un’operazione a costo zero. Se si vogliono discutere gli orari di apertura, è un confronto assolutamente legittimo: tutto può essere migliorato. Ben diverso è mettere in discussione l’esistenza stessa di una struttura che rappresenta uno dei più importanti investimenti culturali realizzati negli ultimi anni solo per alimentare una polemica politica. Le strutture museali e culturali devono essere aperte quando vi è una concreta domanda di visita. Tenerle aperte indistintamente, senza alcuna programmazione, significherebbe soltanto sprecare risorse pubbliche. Peraltro, durante il periodo invernale e fuori dagli orari ordinari è attivo un servizio di prenotazione che consente le visite anche su appuntamento. Evidentemente questo particolare è stato volutamente dimenticato. Altrettanto singolare è sostenere che il turismo si misuri esclusivamente osservando quante persone siedono nei ristoranti del centro storico. Il Comune non gestisce attività di ristorazione, anche se può vantare la presenza di ottimi locali distribuiti sul territorio. Oggi il turista si informa attraverso i social network, organizza autonomamente i propri itinerari, visita più località nella stessa giornata ed è abituato a forme di turismo sempre più dinamiche. Pensare che esista ancora un solo modello di turismo significa non comprendere come il settore sia cambiato. Ancor più sorprendente – incalzano Ubaldi e Gismondi – è leggere che chi pernotta a Montegranaro non rappresenterebbe vero turismo. È esattamente il contrario. Il pernottamento costituisce una delle forme più importanti di ricaduta economica sul territorio: significa occupazione per le strutture ricettive, lavoro per il personale impiegato, servizi acquistati, forniture locali e un indotto che coinvolge numerose attività economiche. Se applicassimo il ragionamento della minoranza, perfino grandi città d’arte come Roma vedrebbero drasticamente ridimensionata la propria capacità turistica. Anche sul ruolo delle associazioni emerge una visione profondamente distante dalla realtà amministrativa. Il Comune non è un’agenzia di spettacolo chiamata a produrre eventi ogni settimana. Nessuna amministrazione comunale dispone delle risorse economiche e del personale necessari per organizzare autonomamente l’intera offerta culturale di una città».

«Il compito di un’Amministrazione . concludono sindaco e assessore – è quello di coordinare, sostenere, promuovere e valorizzare il tessuto associativo. È ciò che avviene a Montegranaro e in tutti i Comuni italiani. Per noi rappresenta un motivo di orgoglio poter contare su tante associazioni vive e dinamiche, capaci di proporre iniziative di qualità, che il Comune sostiene economicamente, logisticamente e organizzativamente. Questo non è un limite, ma il segno della vitalità di una comunità. Allo stesso modo, l’Amministrazione sostiene e promuove gli eventi organizzati dai privati, consapevole che ogni iniziativa capace di attrarre persone rappresenta un’opportunità di crescita per l’intero territorio. Del resto, sarebbe interessante sapere quale amministrazione, negli ultimi decenni, abbia costruito un cartellone estivo o natalizio senza il contributo delle associazioni cittadine. Dall’Amministrazione Mancini fino a oggi il modello è sempre stato questo. Fingere di scoprirlo oggi significa semplicemente voler creare una polemica priva di fondamento. Infine, colpisce che si tenti perfino di sminuire il Veregra Street Festival. Una manifestazione che richiama ogni anno migliaia di persone, genera un’enorme visibilità sui social con centinaia di migliaia di visualizzazioni e rappresenta uno degli eventi più conosciuti del territorio marchigiano. Anche questo è turismo. Anzi, è uno degli strumenti più efficaci di promozione territoriale. La crescita turistica non si costruisce moltiplicando piccoli eventi privi di identità. Si costruisce investendo su appuntamenti riconoscibili, su stagioni teatrali e concertistiche di qualità, sul sostegno alle associazioni, sulla valorizzazione delle iniziative private e su eventi capaci di posizionare Montegranaro nel mercato turistico, valorizzando il centro storico, il patrimonio culturale, il commercio locale e le eccellenze del territorio, creando occasioni affinché chi arriva possa visitare anche gli outlet, conoscere la città e scegliere di tornarci. I numeri diffusi non sono opinioni ma dati ufficiali e certificano una crescita costante degli arrivi e delle presenze. Naturalmente c’è ancora molto da fare e nessuno pensa che il percorso sia concluso. Ma è difficile accettare lezioni da chi continua a negare l’evidenza dei risultati raggiunti e sembra ignorare il lavoro che ogni giorno viene svolto insieme alle associazioni, agli operatori culturali e agli imprenditori del territorio. Noi continueremo a lavorare con serietà, senza inseguire polemiche sterili, perché il turismo non si costruisce con i comunicati stampa ma con una visione, con investimenti, con la collaborazione tra pubblico e privato e con il lavoro quotidiano».

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