Ediana Mancini, capogruppo consiliare di Avanti Montegranaro

«Leggiamo con attenzione le dichiarazioni del sindaco Endrio Ubaldi sul turismo a Montegranaro (vedi l’articolo sotto correlato). I dati vanno verificati, come è nostro dovere di minoranza fare sempre prima di prendere posizione, e su questo continueremo a lavorare nelle sedi opportune. Ma la sostanza del problema resta, ed è politica prima ancora che statistica».

Lo affermano i consiglieri di Avanti Montegranaro, che tramite una nota, replicano alle recenti esternazioni del primo cittadino veregrense nel merito dei flussi turistici cittadini. «Il sindaco cita 13.998 arrivi e 25.519 presenze nel 2025, in crescita rispetto al 2024. Bene: prendiamo atto del dato. Ma un arrivo non è un turista che vive la città, e una presenza non è ricchezza che resta in paese. La domanda vera non è “quanti passano da Montegranaro”, ma “quanti restano a Montegranaro” , quanti giorni, quanti euro, quanti ritorni – proseguono dai banchi dell’opposizione cittadina -. C’è un dato, nelle stesse dichiarazioni del sindaco, che merita di essere letto al contrario. Il cartellone estivo, per sua stessa ammissione, è portato avanti dal lavoro di numerosissime associazioni cittadine, e lo stesso vale per le iniziative culturali di maggio. È un numero che dovrebbe interrogare, non inorgoglire. Se l’intera offerta culturale e turistica si regge quasi esclusivamente sul volontariato, la domanda è: dov’è il Comune? Che così tante realtà associative debbano mobilitarsi per tenere in piedi un cartellone non è la prova che l’amministrazione lavora bene, è la prova che i montegranaresi si organizzano perché il Comune, da solo, non organizza».

«Il glamping e il recupero di Palazzo Luciani sono investimenti privati, benvenuti. Ma non sono una strategia turistica del Comune: sono strutture ricettive, non un progetto di attrattività. Il Museo della Storia e delle Tradizioni, la Cripta di Sant’Ugo, il Laghetto, la Fonte Roccia sono patrimonio prezioso, ma un patrimonio che non genera flusso continuo, se non è accompagnato da qualcosa che dia ai visitatori un motivo per fermarsi più di una sera – il focus del gruppo Avanti Montegranaro -. E qui il problema è già in casa. Il Museo della Storia e delle Tradizioni, l’unico progetto che il sindaco rivendica come curato in prima persona, è costato 90 mila euro di investimento pubblico e resta chiuso per la maggior parte del tempo. Le associazioni fanno un lavoro prezioso e spesso gratuito per tenerlo aperto quando possono, ma non possono, e non devono, sostituirsi all’amministrazione che ha investito. Se non si riesce nemmeno a garantire orari fissi e continuativi sulla principale attrazione culturale del paese, ogni discorso sull’attrattività turistica parte già zoppo».

I consiglieri di Avanti Montegranaro in un’immagine di repertorio

«Montegranaro non può competere sul patrimonio storico-artistico con Fermo, Urbino o Ascoli. Deve competere sull’intrattenimento e sulla cultura viva. Festival, stagioni concertistiche, eventi che si costruiscono, non solo si ereditano: il Veregra Street non basta se resta un episodio isolato di quattro giorni l’anno – proseguono Ediana Mancini, Chiara Croce, Riccardo Strappa, Maria Ercolani e Stefany Ferrazzoli – . Lo stesso Festival degli artisti di strada ha diminuito notevolmente il numero di giornate e, gli investimenti comunali sono minori rispetto al periodo pre-Covid. Lo stadio comunale, sovradimensionato per l’uso sportivo dilettantistico attuale, potrebbe ospitare eventi con palchi importanti: un asset pubblico che oggi non produce nulla, oltre le partite. Eventi significano gente. Gente significa clienti per un commercio cittadino in sofferenza, e investimenti che possono invertire la caduta di valore degli immobili. Non è un tema astratto: è un tema che entra nei portafogli dei montegranaresi».

Il gruppo consiliare chiude con i seguenti interrogativi. «Chiediamo al sindaco: come si giustificano 90 mila euro di investimento su una struttura che resta chiusa più di quanto sia aperta? Perché il peso dell’offerta culturale e turistica ricade quasi interamente sul volontariato, invece che su una programmazione pubblica strutturata? Dov’è il piano promozionale che non dipenda dalla buona volontà delle associazioni? Le critiche costruttive, che il sindaco stesso dice di accogliere, sono queste. Aspettiamo risposte, non solo numeri».
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