
Ediana Mancini, capogruppo consiliare di Avanti Montegranaro
«Leggiamo con attenzione le dichiarazioni del sindaco Endrio Ubaldi sul turismo a Montegranaro (vedi l’articolo sotto correlato). I dati vanno verificati, come è nostro dovere di minoranza fare sempre prima di prendere posizione, e su questo continueremo a lavorare nelle sedi opportune. Ma la sostanza del problema resta, ed è politica prima ancora che statistica».
Lo affermano i consiglieri di Avanti Montegranaro, che tramite una nota, replicano alle recenti esternazioni del primo cittadino veregrense nel merito dei flussi turistici cittadini. «Il sindaco cita 13.998 arrivi e 25.519 presenze nel 2025, in crescita rispetto al 2024. Bene: prendiamo atto del dato. Ma un arrivo non è un turista che vive la città, e una presenza non è ricchezza che resta in paese. La domanda vera non è “quanti passano da Montegranaro”, ma “quanti restano a Montegranaro” , quanti giorni, quanti euro, quanti ritorni – proseguono dai banchi dell’opposizione cittadina -. C’è un dato, nelle stesse dichiarazioni del sindaco, che merita di essere letto al contrario. Il cartellone estivo, per sua stessa ammissione, è portato avanti dal lavoro di numerosissime associazioni cittadine, e lo stesso vale per le iniziative culturali di maggio. È un numero che dovrebbe interrogare, non inorgoglire. Se l’intera offerta culturale e turistica si regge quasi esclusivamente sul volontariato, la domanda è: dov’è il Comune? Che così tante realtà associative debbano mobilitarsi per tenere in piedi un cartellone non è la prova che l’amministrazione lavora bene, è la prova che i montegranaresi si organizzano perché il Comune, da solo, non organizza».

I consiglieri di Avanti Montegranaro in un’immagine di repertorio
«Montegranaro non può competere sul patrimonio storico-artistico con Fermo, Urbino o Ascoli. Deve competere sull’intrattenimento e sulla cultura viva. Festival, stagioni concertistiche, eventi che si costruiscono, non solo si ereditano: il Veregra Street non basta se resta un episodio isolato di quattro giorni l’anno – proseguono Ediana Mancini, Chiara Croce, Riccardo Strappa, Maria Ercolani e Stefany Ferrazzoli – . Lo stesso Festival degli artisti di strada ha diminuito notevolmente il numero di giornate e, gli investimenti comunali sono minori rispetto al periodo pre-Covid. Lo stadio comunale, sovradimensionato per l’uso sportivo dilettantistico attuale, potrebbe ospitare eventi con palchi importanti: un asset pubblico che oggi non produce nulla, oltre le partite. Eventi significano gente. Gente significa clienti per un commercio cittadino in sofferenza, e investimenti che possono invertire la caduta di valore degli immobili. Non è un tema astratto: è un tema che entra nei portafogli dei montegranaresi».















