L’intervento dei carabinieri. Sulla dx il commissario capo Sandro Serroni, dirigente della Digos della questura di Fermo

«Sono stati attimi di panico e caos. E’ passato con l’auto il commissario Sandro Serroni e qualcuno lo ha chiamato. Quel malvivente si divincolava e cercava di scappare».

E’ il racconto di alcuni passanti che questa mattina si sono trovati dalle parti di viale don Minzoni dove, pochi minuti prima (erano circa le 10,30) due uomini hanno provato a rapinare un rappresentante di gioielli all’uscita dalla gioielleria Felici

I due banditi sono piombati addosso all’agente di commercio che, però, ha reagito. Ne è scaturita una colluttazione tra il rappresentante e uno dei malviventi (l’altro è scappato). Alcuni passanti si sono subito lanciati in aiuto alla vittima e sono riusciti a placcare il delinquente che, però, ha fatto di tutto per divincolarsi dalla loro morsa e guadagnare la fuga.

«Qualcuno dei passanti ha chiamato il commissario capo Sandro Serroni, che era di passaggio con l’auto. E’ subito sceso e, dopo essersi qualificato, ha messo le braccia dietro la schiena di quell’uomo, e lo ha tenuto fermo fino all’arrivo dei carabinieri». Pochi istanti dopo, infatti, i militari dell’Arma sono arrivati con due auto in viale don Minzoni e, dopo aver ammanettato il presunto rapinatore, lo hanno fatto salire sulla “gazzella” per poi accompagnarlo in caserma. Stando alla nota dei carabinieri, si tratta di un italiano di 49 anni, residente fuori provincia e già noto alle forze dell’ordine. E’ stato fermato «perché ritenuto responsabile di rapina aggravata».

Sul marciapiede i carabinieri hanno anche rinvenuto un passamontagna, una scacciacani priva di tappo rosso, un manganello e degli occhiali da vista, verosimilmente dell’uomo bloccato. Le indagini dei carabinieri proseguono serratissime per ricostruire l’accaduto e per risalire all’identità anche del secondo uomo in fuga. Anzi, non si esclude che ad attendere i due potesse esserci anche un complice, con il classico motore dell’auto acceso, pronto alla fuga. E chissà che il rapinatore in fuga non sia riuscito a scappare proprio con e grazie al “palo”.

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