Un mercato del lavoro sempre più respingente, la crescita della precarietà e l’aumento costante delle richieste di aiuto. È lo scenario complesso che emerge dal report del primo semestre 2026 del Servizio Lavoro della Caritas Diocesana di Fermo, realizzato in stretta collaborazione con la Cooperativa Sociale Tarassaco e in collegamento con gli Enti Pubblici ed i Servizi territoriali
Nei primi sei mesi del 2026 sono stati attivati 40 percorsi di accompagnamento personalizzati nel territorio della Diocesi. Un dato significativo, dietro al quale si nasconde però un forte incremento dei colloqui di ascolto e una fatica sempre più marcata, da parte di giovani e adulti, nel trovare un’occupazione dignitosa. I colloqui di ascolto e di orientamento sono stati 54 e 46 i percorsi avviati.
Le fragilità e il “muro” del mercato del lavoro
I dati e l’esperienza sul campo evidenziano una polarizzazione delle difficoltà che colpisce in modo particolare le fasce più vulnerabili della popolazione:
• Disabilità e fragilità: per i giovani e gli adulti con disabilità o vulnerabilità sociali, l’inserimento lavorativo si sta trasformando in un vero e proprio muro. Il mercato attuale si dimostra rigido e respingente, incapace di valorizzare le competenze residue dei singoli.
• Over 50: trovare un impiego dopo i cinquant’anni è diventata un’impresa titanica. Chi perde il lavoro in questa fascia d’età si scontra con barriere d’ingresso altissime e pochissime opportunità di ricollocamento.
• Precarietà diffusa: anche chi riesce a inserirsi si trova spesso intrappolato in precarietà e contratti a tempo determinato.
L’esperienza sul campo
L’esperienza maturata dalla Caritas, da 10 anni impegnata in prima fila in questo campo insieme alla Cooperativa Tarassaco, con il sostegno dei fondi 8xmille della Diocesi e specifiche progettazioni.
I dati di monitoraggio del primo semestre 2026 evidenziano in sintesi alcuni dati
1) n. 54 colloqui di ascolto e orientamento
2) n. 46 percorsi di accompagnamento
3) n. 30 tirocini di inclusione
4) n. 10 tirocini formativi
5) n. 20 percorsi finanziati direttamente dal fondo lavoro della Diocesi
6) n. 2 laboratori di lavoro protetto attivi (in continuazione con l’anno precedente)
7) n. 5 partecipanti ai laboratori di riabilitazione
Stefano Castagna, referente dell’area lavoro della Caritas Diocesana di Fermo, evidenzia che «nel corso del primo semestre del 2026, sono aumentate sia le richieste di intervento che la risposta della rete Caritas grazie alla collaborazione con la Cooperativa sociale Tarassaco ed i Servizi pubblici territoriali. Si registra una forte difficoltà nell’inserimento lavorativo delle persone con disabilità e fragilità, in particolare nel territorio della zona montana e nei piccoli Comuni dell’entroterra. Sono anche in aumento le persone che hanno difficoltà a rientrare nel mondo del lavoro over50 e spesso i percorsi di lavoro sono frammentati e caratterizzati da precarietà. L’attivazione dei percorsi di accompagnamento non sempre raggiunge i risultati previsti, ma è importante poter stare vicino alle persone ed essere un segnale positivo».
Imprese diffidenti e famiglie preoccupate
Questa situazione genera una doppia tensione nel tessuto sociale della Diocesi. Da un lato si registra la diffidenza di molte imprese, spesso frenate da incertezza economica o dalla mancanza di strumenti adatti a gestire l’inclusione di lavoratori fragili. Dall’altro cresce la preoccupazione delle persone e delle famiglie, preoccupate per il futuro dei propri cari, in particolare dei figli con disabilità che rischiano l’isolamento sociale ed economico una volta terminato il percorso scolastico.
L’appello: creare alleanze per ridare speranza
Di fronte agli ostacoli, la Caritas e la cooperativa Tarassaco rilanciano con forza la necessità di non rassegnarsi e di unire le forze. Le difficoltà si registrano sia a livello nazionale sia a livello locale. Le cooperative sociali, la Caritas e le associazioni di volontariato del territorio sono disponibili a rafforzare le collaborazioni. Soltanto camminando insieme sarà possibile trasformare il mercato del lavoro da barriera escludente a spazio di riscatto, restituendo dignità e, soprattutto, ridando speranza a chi oggi vede il proprio futuro bloccato.














