«Con la pubblicazione del bando per la concessione dell’ex casa di riposo di via Cunicchio, l’amministrazione conferma definitivamente la volontà di trasferire il centro di aggregazione giovanile “Wonder” per destinare quell’immobile ad una struttura turistico-ricettiva. Prendiamo atto con rammarico della scelta. Ma proprio perché ormai è evidente che l’amministrazione intende andare avanti, riteniamo doveroso porre alcune domande che finora sono rimaste senza risposta». Così, in una nota, Sinistra Italiana a Sant’Elpidio a Mare.
«Abbiamo sempre sostenuto che il confronto non debba essere tra chi è favorevole e chi è contrario al turismo. Il punto – i quesiti di SI – è piuttosto un altro: quale idea di città ha questa Amministrazione? E soprattutto, su quali dati basa questa scelta? Il sindaco sostiene che l’albergo rappresenterà un’opportunità per il rilancio del centro storico. È una prospettiva legittima, ma ci chiediamo: esiste uno studio che dimostri che dodici nuove camere rappresentino oggi una priorità per Sant’Elpidio a Mare? L’amministrazione ha analizzato l’offerta ricettiva già presente nel centro storico e nelle aree limitrofe? Ha valutato il tasso di occupazione delle strutture esistenti e il reale fabbisogno del territorio? Perché, se l’obiettivo è davvero rilanciare il centro storico, viene spontaneo chiedersi se non sia più utile investire innanzitutto nell’aumentare i motivi per cui le persone scelgono di visitare e pernottare nella nostra città, piuttosto che limitarsi ad aumentare i posti letto disponibili. Numerosi studi sul tema della rigenerazione dei borghi evidenziano infatti come il turismo, da solo, non sia in grado di invertire i fenomeni di spopolamento: l’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) evidenzia ad esempio come il turismo possa generare benefici duraturi solo se inserito in una strategia integrata di sviluppo territoriale, capace di migliorare la qualità della vita dei residenti, rafforzare i servizi e coinvolgere la comunità locale. Il turismo, da solo, non basta dunque a rilanciare un territorio: ha bisogno di una città viva, abitata e ricca di servizi, per fare in modo che l’offerta ricettiva non venga sottoutilizzata».
Per questo Sinistra Italiana continua a ritenere «incomprensibile la scelta di sacrificare uno dei servizi pubblici più frequentati della città. Il Centro di Aggregazione Giovanile non è un edificio qualsiasi. È un servizio pubblico che ogni giorno coinvolge mediamente quindici ragazzi, con punte che si avvicinano anche alle trenta presenze, risultando uno dei Cag più frequentati dell’intero Ambito Territoriale Sociale. È uno spazio aperto, inclusivo, nel quale trovano posto attività educative, laboratori, musica, momenti di aggregazione e iniziative all’aperto grazie alla presenza del giardino esterno. È anche uno dei pochi motivi per cui ogni pomeriggio decine di giovani frequentano il centro storico, contribuendo concretamente alla sua vitalità. La vera rigenerazione urbana dovrebbe partire da qui: rafforzare ciò che già produce socialità, relazioni e vita, non spostarlo altrove. Nessuno mette in discussione l’importanza del turismo o degli investimenti privati. Ci chiediamo però se fosse davvero necessario sacrificare il Centro Giovanile per realizzare un albergo di dodici camere. Una città che guarda al futuro non mette in contrapposizione turismo e politiche giovanili. Trova il modo di far crescere entrambe. Noi continueremo a sostenere questa idea di città, che consideri i giovani non un ostacolo da spostare, ma una risorsa su cui investire, perché la migliore promozione turistica di un centro storico non è un albergo in più, ma un centro storico vivo, abitato e ricco di servizi».
















