Riceviamo da Massimo Valentini, presidente della Fondazione San Giacomo della Marca, e pubblichiamo:
«La recente sottoscrizione da parte del Governo italiano degli accordi Nato, sostenuto anche da una larga maggioranza trasversale in Parlamento, porterà al drastico aumento dei fondi destinati agli armamenti. Si passerà da spese legate al riarmo dal target del 2% per circa 45 miliardi di euro annui al 5% entro il 2035, pertanto la spesa complessiva tra Difesa e Sicurezza dovrà salire progressivamente verso i 120-140 miliardi di euro all’anno. La maggioranza degli italiani non sembra condividere questa scelta e ritiene invece ragionevole la posizione espressa da Papa Leone XIV che continuamente rinnova la critica alle politiche del riarmo: “Nell’ultimo anno la crescita della spesa militare nel mondo, e in particolare in Europa, è stata enorme: non si chiami “difesa” un riarmo che aumenta tensioni e insicurezza, depaupera gli investimenti in educazione e salute, smentisce fiducia nella diplomazia, arricchisce élite cui nulla importa del bene comune”.
La scelta del riarmo avrà ricadute su tutti i territori in quanto inevitabilmente dovranno essere tagliate risorse prima destinate al welfare, alla spesa sociale, agli investimenti ambientali e in infrastrutture. Anche sul nostro territorio ci saranno conseguenze. Per quanto riguarda gli investimenti infrastrutturali il nostro territorio era in attesa di due grandi interventi che potevano cambiare lo scenario infrastrutturale, ovvero la nuova ferrovia arretrata per alta velocità e treni merci, nonché il potenziamento della rete autostradale nelle Marche sud. Relativamente alla nuova ferrovia arretrata il Governo ha annunciato da anni la scelta di realizzare questo investimento, da notizie di stampa si apprende che lo studio progettuale è in corso, ma al momento non si hanno notizie su quando questo primo progetto sarà presentato per avviare il Dibattito Pubblico.
Relativamente al potenziamento della rete autostradale nelle Marche sud, dopo lo studio Aspi di qualche anno fa di un intervento per realizzare la terza corsia da Porto Sant’Elpidio sino a Pedaso e il mini arretramento di un senso marcia a tre corsie da Pedaso a San Benedetto del Tronto, tutto tace in quanto il costo dell’opera è ultramiliardario in un’area a grave rischio frane, tanto che dalla comunità locale molte voci si sono levate per chiedere insistentemente l’analisi dell’alternativa progettuale della bretella autostradale arretrata da Porto Sant’Elpidio a Mosciano/Teramo invece della terza corsia sull’A14, ovvero la realizzare di una mezzina autostradale arretrata a 4 corsie che già era stata inserita come strategica negli atti della Regione Marche negli anni ’70 e ’80 per frenare la pressione ambientale sulla costa e lo spopolamento delle aree interne.
Atteso che Aspi non ha alcun interesse economico ad andare a realizzare questo intervento sia di potenziamento dell’A14 che della nuova bretella arretrata in quanto già gestisce i pedaggi su questo tratto, è nello stesso tempo pubblica e documentata la drammatica situazione di criticità che l’attuale A14 presenta. Diviene pertanto determinante il ruolo del Governo. Ricordiamo che il 51% dell’Holding che controlla Aspi è di proprietà di CDP il cui azionista di maggioranza è lo Stato. Ricordiamo altresì che per quanto riguarda la progettazione della nuova bretella arretrata da Porto Sant’Elpidio a Mosciano/Teramo ci potrebbe essere un interesse convergente anche della società di gestione dell’A24 a cui si raccorda la bretella arretrata e che sul mercato ci potrebbe essere altri operatori interessati all’investimento. In attesa che ci sia un cambiamento sulle politiche di riarmo adottate che impegnerà grandi fondi pubblici, diviene determinante in questa fase procedere comunque alle progettazioni, sia della nuova ferrovia arretrata per alta velocità e Treni Merci, sia della bretella autostradale arretrata da Porto Sant’Elpidio a Mosciano/Teramo. Allo scopo è uscito proprio in questi giorni il bando europeo CEF Trasporta 2026 che mette a disposizione contributi a fondo perduto per la progettazione di interventi infrastrutturali per lo sviluppo della rete Transeuropea dei Trasporto (TEN-T) e la progettazione della bretella autostradale arretrata da Porto Sant’Elpidio a Mosciano/Teramo ha tutte le caratteristiche per essere considerata strategica dall’Europa. Il Ministero per le Infrastrutture svolgerà un ruolo determinante nella definizione delle proposte italiane che parteciperanno al Bando e la comunità locale si attende un impegno da parte del Ministero e una presenza attiva da parte dei rappresentanti degli enti locali per l’inserimento di tale progettualità».
Massimo Valentini
Presidente Fondazione San Giacomo della Marca















