«Nell’ultimo Consiglio comunale il consigliere di minoranza del Pd, Riccardo Strappa, è intervenuto sulle tariffe Tari, la tassa sui rifiuti. Un intervento che purtroppo non rispecchia assolutamente la realtà dei fatti, né la qualità del servizio che Montegranaro offre ai suoi cittadini». Inizia così, con queste parole, la replica dell’assessore all’Ambiente di Montegranaro, Gastone Gismondi, al consigliere comunale di Avanti Montegranaro, Riccardo Strappa. Una replica “punto per punto”.
«Nel caos delle sue parole Strappa prima si dichiara “soddisfatto” perché sostanzialmente non ci sono stati aumenti sulla tariffa. Poi però parte con la solita disquisizione sul nulla che squalifica il servizio di raccolta differenziata. Il tutto basato, a suo dire, su “numerose segnalazioni e lamentele dei cittadini”. Definisce il servizio “non soddisfacente” e adombra, con il solito atteggiamento dell’uomo di sinistra, col ditino alzato e saccente, una presunta non consapevolezza da parte del sottoscritto. Ricordo a tutti: il mio ruolo in Consiglio è quello di assessore all’Ambiente. Strappa si lancia poi in paragoni tra i dati di raccolta del 2019 e del 2025, ricordando che nel 2019 Montegranaro fu premiato. Come a dire: “allora eravamo bravi, ora no”. E conclude chiedendomi, sempre con quell’arroganza che li contraddistingue, di “mettermi al lavoro e migliorare i risultati”. Arriva persino a citare il macro indicatore R1, inserito nella relazione di accompagnamento al Pef con un valore pari a 0,37. Qui, cari cittadini, siamo all’assurdo».
«Partiamo dall’indicatore R1, facciamo chiarezza: per entrare nel merito di questo dato, voglio essere chiaro. Quel valore di 0,37 è un indicatore economico, non un indicatore di qualità del servizio. È definito al punto 6 dell’Allegato A alla Deliberazione Arera n. 374/2025/R e riguarda l’efficienza economica del gestore per l’intero quadriennio. Il dato è stato trasmesso dal soggetto gestore Tekneko Srl, non da Ata Rifiuti 4.
Ata Rifiuti 4, infatti, non ha espresso alcuna valutazione in merito e non ha mosso alcun rilievo sulla qualità del servizio. Cosa significa quel 0,37?
Significa che il 100% dei rifiuti da imballaggio viene avviato a recupero. La società che gestisce la raccolta ha scelto però di percepire solo il 37% dei proventi che si potrebbero ottenere dalla vendita diretta dei materiali alle piattaforme di recupero. Tradotto: la valutazione “non soddisfacente” riguarda le casse del gestore Tekneko Srl, non il livello qualitativo del servizio percepito dalla cittadinanza».
Gismondi passa poi a «Fatti e numeri. Nella mia replica in Consiglio ho ricordato la storia della raccolta differenziata a Montegranaro. Ho ricordato ai cittadini e al giovane Riccardo Strappa cosa ha fatto Gastone Gismondi per questa città: la nascita e la diffusione su tutto il territorio di un servizio che oggi è un’eccellenza. E ho portato i dati veri, certificati: il Comune di Montegranaro è attualmente al 75,45% di raccolta differenziata. È un parametro importantissimo. È il più alto tra tutti i comuni sopra i 10.000 abitanti del territorio fermano. Nel 2025 Montegranaro si posiziona al primo posto della classifica provinciale relativa alle città con popolazione superiore a 10.000 abitanti. Lo documenta la tabella estratta dal Catasto Regionale dei Rifiuti gestito da Arpa Marche. La qualità del servizio di raccolta rifiuti si misura con i numeri, non con le chiacchiere. E su questo Montegranaro ha sempre ottenuto risultati di massima eccellenza».
La chiosa dell’assessore è dedicata a «un ringraziamenti ai cittadini. Colgo l’occasione per ringraziare i numerosi cittadini di Montegranaro che mi segnalano qualsiasi tipo di problema possa nascere nella gestione del servizio. Il mio lavoro quotidiano è ben visibile a tutti, perché mi vedete continuamente in giro per Montegranaro a controllare e verificare il corretto funzionamento del servizio. Lo faccio perché ci tengo alla mia città. Per me non è un sacrificio, ma oltre che un dovere è un piacere vedere Montegranaro finalmente pulita, efficiente, punto di riferimento per tutto il territorio. Basta quindi con le “lucciole per lanterne”. I fatti parlano, i dati parlano, il lavoro parla».

















