
Riceviamo e pubblichiamo la posizione di contrarietà nei confronti della Cavalcata dell’Assunta, da parte della Lav, associazione che da sempre si occupa della protezione degli animali.
«In occasione della Cavalcata dell’Assunta, rinnoviamo la nostra profonda contrarietà a tale manifestazione che impiega cavalli in una competizione disputata, tra l’altro, nel pieno dell’estate, quando le temperature sono così elevate da rappresentare un ulteriore, significativo fattore di rischio per il loro benessere – si legge nella nota a firma della responsabile Lav Marche, Maria Aquila – i cavalli sono animali estremamente sensibili allo stress fisico e ambientale. Costringerli a correre ad alta velocità su percorsi cittadini particolarmente difficili ed impegnativi, davanti a migliaia di spettatori, li espongono a condizioni che aumentano il rischio di cadute, traumi, fratture e altre lesioni, con conseguenze talvolta gravi e irreversibili».
«Pur riconoscendo il valore storico e culturale delle rievocazioni medievali, riteniamo che nessuna tradizione debba scegliere lo sfruttamento degli animali e possa prescindere dal loro rispetto e salvaguardia . Le manifestazioni storiche devono evolversi e adeguarsi alla crescente sensibilità collettiva nei confronti del benessere animale, privilegiando forme di spettacolo che non comportino rischi e sofferenze per esseri viventi impedendo così anche messaggi diseducativi nei confronti soprattutto dei piccoli spettatori (non siamo in presenza di videogiochi ma reale sofferenza e pericolo) – prosegue la nota – le alte temperature registrate nei primi giorni di agosto costituiscono un ulteriore motivo di preoccupazione. Un’attività fisica così intensa, svolta in condizioni di caldo, può sicuramente aumentare lo stress termico e incidere negativamente sulla salute dei cavalli, anche in presenza di misure organizzative e controlli veterinari che ci auguriamo vengano eseguiti anche dopo la manifestazione. Ci riserveremo di acquisire la documentazione sanitaria. Chiediamo pertanto alle istituzioni, agli organizzatori e agli enti competenti di avviare una riflessione concreta sul futuro di queste manifestazioni, valutando soluzioni alternative che permettano di preservare il patrimonio storico e culturale senza ricorrere all’impiego di animali in competizioni ormai obsolete. Il progresso di una società si misura anche dalla sua capacità di conciliare la tutela delle tradizioni con il rispetto degli uomini (immaginate i medioevali tornei sanguinosi tra cavalieri….) e degli animali. È tempo di investire in eventi capaci di valorizzare l’identità dei territori puntando soprattutto sulla conoscenza, sulla informazione storica, sulla cultura, gli animali non devono essere più considerati , come nei secoli passati, strumenti di intrattenimento e mezzi usati dall’uomo per lucro e per dimostrare la propria forza e destrezza».














