L’inizio di agosto ha portato con sé uno scossone politico nel consiglio comunale di Montappone, che perde uno dei suoi membri. Il 3 agosto infatti, il consigliere di maggioranza Ludovico Peroni, ha rassegnato le proprie dimissioni, in disaccordo con la visione politica dell’amministrazione guidata dal sindaco Mario Clementi.

«È stata una scelta molto ragionata e sicuramente sofferta, ma ho raggiunto la consapevolezza che “da fuori” potrò fare molto di più per la comunità in cui ho scelto, con determinazione, di vivere, investendo tempo, energie, sogni e visioni – fa sapere Peroni – il mio impegno per Montappone non finisce qui. Cambia semplicemente forma».

Rammaricato nei confronti dell’operato della maggioranza e della minoranza, Peroni lascia dunque il consiglio comunale, ma promette comunque massimo impegno per la sua comunità.

«Ho scelto di candidarmi con entusiasmo e senso di responsabilità, convinto che fosse possibile contribuire a un autentico percorso di rinnovamento amministrativo, fondato sulla trasparenza, sulla partecipazione, sul confronto costruttivo e sulla capacità di mettere realmente al centro l’interesse della comunità. Questo era l’impegno assunto davanti ai cittadini e questa era la promessa che sentivo il dovere morale di onorare – ha scritto Peroni nella sua lettera di dimissioni – nel corso del mandato ho invece riscontrato, in molteplici occasioni, il ripetersi di dinamiche, metodi e prassi che hanno progressivamente reso impossibile dare concreta attuazione a quel progetto di cambiamento. Ho visto prevalere logiche consolidate, una limitata disponibilità a rimettere in discussione modalità operative ormai radicate e una struttura amministrativa e politica che, a mio avviso, ha mostrato notevoli difficoltà nel rinnovarsi e nell’accogliere idee nuove. Non ritengo corretto continuare a ricoprire una carica istituzionale quando viene meno la reale possibilità di incidere nell’interesse della collettività e di rispettare gli impegni assunti con gli elettori. Restare avrebbe significato accettare di essere parte di un meccanismo che oggi non condivido più e che, con sempre maggiore evidenza, fatica persino a interrogarsi criticamente sul proprio modo di operare. Le mie dimissioni non rappresentano una rinuncia all’impegno verso il nostro paese, ma una scelta di coerenza. Non mi dimetto dalla responsabilità nei confronti della comunità: mi dimetto da un ruolo che, nelle condizioni attuali, non mi consente più di esercitare quella responsabilità con l’onestà intellettuale e l’efficacia che i cittadini meritano».

«Nutro un profondo rammarico tanto nei confronti dell’operato della maggioranza quanto di quello della minoranza. Troppo spesso ho avuto la sensazione che il dibattito amministrativo fosse condizionato da contrapposizioni, dissapori e conflitti personali e politici stratificatisi nel tempo, eredità di vicende passate che continuano a influenzare il presente. Le logiche di appartenenza e di contrapposizione hanno finito con il prevalere sulla capacità di costruire insieme soluzioni nell’interesse esclusivo della comunità. Credo che il Consiglio Comunale debba essere il luogo nel quale idee diverse si confrontano con rispetto, generando sintesi, progettualità e visione. Ho invece visto troppe energie disperdersi in una continua lotta di posizione, nella difesa di equilibri consolidati e nella ricerca di rivincite politiche o personali, anziché essere indirizzate verso un confronto capace di migliorare concretamente il nostro paese – aggiunge Peroni – il prezzo più alto di questa cultura politica non lo pagano gli amministratori, ma la comunità, e soprattutto i giovani. Le nuove generazioni di Montappone non possono essere condannate a vivere all’ombra di conflitti che non appartengono alla loro storia e di divisioni che non hanno contribuito a creare. Hanno il diritto di costruire un futuro libero dai rancori del passato, nel quale il significato della parola “Montappone” non sia legato alle contrapposizioni ereditate, ma alla capacità di immaginare una comunità più unita, più aperta e più coraggiosa. Continuare ad alimentare vecchie contrapposizioni politiche, personali ed economiche significa impoverire il nostro paese non solo nelle opportunità di crescita, ma anche nel senso di appartenenza, nella fiducia reciproca e nella speranza».

«Un territorio non diventa più povero soltanto quando perde risorse economiche; diventa più povero quando perde la capacità di credere nel proprio futuro. Desidero rivolgere un ringraziamento particolare al Vicesindaco Daniele Chiacchiera, con il quale ho condiviso un percorso amministrativo fondato su valori comuni, sull’idea che il nostro Comune avesse bisogno di un autentico rinnovamento e sulla disponibilità a dedicare tempo, energie e competenze al servizio della comunità. In questi anni abbiamo lavorato con serietà, dedizione e spirito di servizio, spesso ben oltre quanto richiesto dal ruolo istituzionale, mossi esclusivamente dalla volontà di dare risposte concrete ai cittadini. È motivo di sincero rammarico constatare come questo impegno non abbia potuto tradursi in risultati proporzionati alle energie profuse, non per mancanza di volontà o di capacità, ma perché troppo spesso il sistema si è dimostrato incapace di trasformare idee, progettualità e competenze in un reale cambiamento. A Daniele va la mia più sincera stima, personale e istituzionale, per la correttezza, la lealtà, il senso delle istituzioni e la dedizione dimostrati durante questo percorso. Il lavoro svolto insieme resterà per me la testimonianza che un modo diverso di amministrare è possibile quando si mettono al primo posto il bene comune, il rispetto reciproco e la volontà di costruire, anziché di conservare – conclude l’ex consigliere – ringrazio infine tutti i cittadini che hanno riposto in me la loro fiducia. A loro va il mio rammarico per non aver potuto realizzare fino in fondo gli obiettivi condivisi, ma anche la certezza che il mio impegno civico non termina oggi. Cambia semplicemente la forma con cui continuerò a esercitarlo. Perché non mi dimetto dal mio paese. Mi dimetto da un ruolo che, nelle condizioni attuali, non mi consente più di servire la comunità come ritengo giusto. Continuerò a farlo da cittadino libero, con la stessa passione, la stessa determinazione e la stessa convinzione che mi hanno spinto a candidarmi: che Montappone meriti una politica capace di guardare avanti, di superare le divisioni e di mettere finalmente al centro il bene comune».

Al posto di Peroni entrerà in consiglio Antonio Romagnoli, il primo dei non eletti alle ultime elezioni.

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