«Polemiche pretestuose. Perché approvare una mozione che parla di qualcosa già in programma?». E’ la spiegazione che il vicesindaco di Fermo, Mauro Torresi, dà alla bocciatura della mozione presentata dal gruppo di minoranza FdI-Uniti per Tosoni, sull’istituzione di un museo della Cavalcata. Una bocciatura che ha indignato i consiglieri del centrodestra dai banchi della minoranza. Ma il vicesindaco respinge al mittente le critiche.
«Il Consiglio comunale di martedì sera ha respinto la mozione a firma del gruppo Fratelli d’Italia-Uniti per Tosoni. Una conclusione “normale”, che però – ricorda Torresi – ha creato la solita coda polemica della quale, francamente, i cittadini fermani avrebbero fatto volentieri a meno». Questo, si diceva, il parere dell’assessore alla Cavalcata, Mauro Torresi, assente martedì per motivi familiari alla seduta consiliare.
«Capiamo la necessità di visibilità e la voglia di incidere su un tema sentito in città, ma francamente le reazioni del ‘day after’ ci sembrano pretestuose e deboli nel merito. E questo perché la discussione avuta nella civica assise avrebbe dovuto far capire i termini della questione e le reali motivazioni che hanno portato a non accogliere il documento».
E aggiunge: «Abbiamo anche chiesto il ritiro della mozione, per i motivi che sono stati poi esposti nel corso della civica assise. Ma la proposta non è stata accettata». Le motivazioni? Per Torresi sono quelle espresse in Aula dall’assessore alla Cultura, Micol Lanzidei, e rilanciate dallo stesso vicesindaco.
«Innanzitutto, il Museo della Cavalcata non è un’idea che la maggioranza scopre oggi, essendo già stata inserita nelle linee di mandato per i prossimi 5 anni (per la precisione pag.75 paragrafo 6 del programma elettorale 2026-20231). E soprattutto è stato già studiato e valutato nella scorsa consiliatura. La domanda da porsi, allora, è la seguente – continua Torresi – cosa avremmo dovuto approvare l’altra sera? Una iniziativa che abbiamo già programmato? Un’idea per la quale abbiamo già iniziato a porre le basi? Durante la seduta, la maggioranza ha parlato di “impegno già preso” e ha sintetizzato i passi già fatti: sopralluoghi tecnici effettuati con Maggioli Cultura (partner che gestisce il sistema museale cittadino), con coinvolgimento dei vicepresidenti della Cavalcata. Il tutto per valutare gli spazi disponibili e le possibili linee progettuali.
Il punto, è stato sottolineato, non è se la Cavalcata dell’Assunta meriti o meno uno spazio museale, su questo tutti sono d’accordo, quanto piuttosto capire come si costruisce oggi un museo. Uno spazio “capace di attrarre persone, produrre cultura e generare turismo”. Da qui la richiesta di una riflessione culturale: un museo non si misura dal numero delle teche, non nasce mettendo qualche costume, qualche foto o qualche cimelio dietro un vetro. Ed è esattamente su questo che si è posta l’attenzione dell’amministrazione – afferma ancora Torresi – il vero patrimonio della Cavalcata non è solo materiale, il patrimonio è costituito dalle persone, dalle Contrade, i tamburini, gli sbandieratori, i cavalli, i racconti, le emozioni di chi vive il palio ogni anno. E questo merita strumenti innovativi, non una semplice raccolta».
«Per tutto questo – conclude l’assessore Torresi – non avevamo bisogno di una nuova mozione per due motivi: perché il Museo della Cavalcata si farà e perché non abbiamo bisogno di iniziare da zero, visto che su questo sono stati già posti in essere passi importanti e concreti. Quello di cui abbiamo bisogno è di continuare a lavorarci, e su questo chiedevamo e chiediamo il supporto di tutte le forze politiche. Non un semplice intestarsi in corsa il merito dell’idea di museo, ma la volontà di contribuire alla sua nascita. Perché la Cavalcata dell’Assunta appartiene alla città. Per questo motivo il sindaco Scarfini, e poco prima anche il consigliere Edoardo Candidori, hanno annunciato che il lavoro che la maggioranza ha già iniziato verrà illustrato in Commissione, “luogo deputato a condividere idee e a collaborare nell’intento di arrivare insieme all’obiettivo comune”».
















