(foto dal sito della Polizia di Stato www.poliziadistato.it)

«Hai una multa da pagare». Se avete ricevuto una mail o un sms che vi avvisa di dover pagare una multa, fate attenzione, si tratta di una truffa. Negli ultimi mesi si sta diffondendo via mail e via sms questa tipologia di truffa informatica che sfrutta il nome della Polizia di Stato per ingannare gli utenti. A mettere in guardia i cittadini è direttamente la Polizia di Stato, anche nel Fermano, per tramite della questura guidata dal questore Eugenio Ferraro.

Il primo contatto del piano truffaldino avviene attraverso un messaggio in cui viene segnalata una notifica urgente di una multa da pagare: l’obiettivo dei cybercriminali è far leva sul timore di essere multati per rubare dati personali e credenziali bancarie.

Nel testo viene spesso inserito un link, che sembra essere riconducibile alla Polizia di Stato, dove si viene invitati a cliccare per consultare la multa.

Cliccando sul link, l’utente viene reindirizzato su un portale web apparentemente ufficiale ma che presenta un indirizzo web (Url) palesemente falso.
Qui viene richiesto l’inserimento di dati anagrafici e della carta di credito per pagare la fantomatica sanzione.

«Per non cadere nella rete dei truffatori è importante prestare attenzione ai dettagli come: le istituzioni pubbliche non usano mai account mail per notificare atti amministrativi, i siti ufficiali della pubblica amministrazione italiana terminano con .gov.it o .it  e quindi qualsiasi link che utilizza estensioni come .sbs, .homes, .top o .xyz è un tentativo di frode, le Forze dell’ordine non richiedono mai il pagamento diretto di una multa tramite link inviati via SMS o posta elettronica. È importante – ricordano dalla Polizia di Stato – non cliccare sul link presente nel testo, non fornire mai dati personali, numeri di carta di credito o codici Otp. È utile segnalare l’episodio alla Polizia postale attraverso il sito commissariatodips.it. Cancellare il messaggio e bloccare il mittente. Se vi accorgete tardi della truffa, magari – concludono dalla Polizia di Stato – dopo aver inserito i dati della carta di credito, è fondamentale sporgere denuncia e contattare immediatamente la propria banca per bloccare la carta».

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