Per una sera San Martino al Faggio è diventata una piccola capitale bianconera. Smerillo, poco più di 300 abitanti nel cuore dell’entroterra fermano, ha vissuto martedì una di quelle giornate capaci di raccontare qualcosa che va oltre il calcio. L’inaugurazione del circolo “Alto Tenna Bianconera”, alla presenza del presidente dell’Ascoli Bernardino Passeri, ha richiamato appassionati e famiglie da un territorio molto più ampio dei confini comunali, restituendo al piccolo borgo quell’immagine di comunità viva sulla quale l’amministrazione guidata dal sindaco Tonino Severini sta cercando di costruire il proprio futuro.
Calcio e passione, dunque, ma soprattutto un’occasione per ritrovarsi. Il nuovo club nasce a San Martino al Faggio per iniziativa di un gruppo di tifosi guidato dal presidente Michele Petracci e ha già superato quota 130 iscritti. Un numero significativo se rapportato alle dimensioni del paese e che racconta quanto sia ancora radicato il legame tra l’Ascoli e questa parte dell’entroterra fermano. La presenza di Bernardino Passeri ha dato ulteriore significato all’inaugurazione. Il presidente bianconero si è intrattenuto a lungo con i presenti, parlando del percorso intrapreso dalla società e del rapporto che il club vuole rinsaldare con il territorio. Alla serata hanno partecipato anche il direttore strategico Andrea Passeri e il coordinatore dei circoli Edoardo Giancicchi.
Ma a Smerillo il pallone è diventato anche il pretesto per parlare di memoria. Il sindaco Severini ha ricordato le generazioni di smerillesi che negli anni Settanta, Ottanta e Novanta partivano dall’entroterra per raggiungere il Del Duca. Persone che oggi non ci sono più, ma che hanno lasciato in eredità ai figli e ai nipoti una passione diventata parte della storia familiare e collettiva di queste comunità. Ed è proprio qui che l’apertura del circolo assume un significato più ampio. Per un piccolo Comune montano ogni occasione capace di aggregare persone, creare relazioni e riportare attenzione sul territorio diventa preziosa. Una strada sulla quale Severini e l’amministrazione comunale stanno insistendo, cercando attraverso eventi, associazionismo e iniziative pubbliche di contrastare quella perdita di socialità che, insieme allo spopolamento, rappresenta una delle difficoltà maggiori dei borghi dell’entroterra.
La serata di San Martino al Faggio ne è stata una dimostrazione concreta: tante persone insieme, generazioni diverse e un paese tornato ad essere punto di riferimento per un territorio più vasto. Non servono necessariamente grandi eventi per restituire vitalità ai piccoli centri: spesso sono proprio le passioni condivise e il protagonismo delle associazioni a ricreare comunità. Fotografie, ricordi e l’immancabile torta bianconera hanno chiuso la festa, insieme alla promessa di ospitare prossimamente alcuni tesserati dell’Ascoli. Intanto il circolo continua a raccogliere adesioni.
Per Smerillo resta soprattutto l’immagine di una serata nella quale un piccolo borgo dei Sibillini ha saputo riempirsi di persone e di entusiasmo. Il bianconero ha fatto il resto, trasformando l’inaugurazione di un club di tifosi in una festa di paese e, soprattutto, in un’altra occasione per dimostrare che i piccoli centri possono ancora essere luoghi nei quali incontrarsi, condividere passioni e costruire nuove ragioni per restare.















