Un simbolo e un nome ci sono già. Mutuati dall’esperienza elettorale di Fermo di qualche mese fa. Se poi si tradurrà in una discesa in campo per le amministrative rivierasche del 2027 lo si saprà strada facendo. Intanto “Porto San Giorgio al centro”, gruppo civico, prende posizione sulla questione porto come già ha fatto per altre vicende che hanno riguardato il vicino Comune di Fermo e finite sotto ai riflettori della politica. Nel merito della questione porto, il portavoce Mauro Concetti, ha le idee chiare ed in un post sostiene che «la campagna elettorale non si fa soltanto con i manifesti. Si fa anche con gli atti amministrativi, con le scelte sulle società partecipate, con gli affidamenti, con le assunzioni e con il modo in cui vengono impiegate le risorse pubbliche. Per questo riteniamo necessario accendere un faro sulla Sgds Multiservizi».
In che modo? Porto San Giorgio al centro parte dallo statuto della municipalizzata sangiorgese. «Lo statuto approvato nel 2023 ha ampliato in modo molto significativo il campo d’azione della società, consentendole di operare in numerosi settori: manutenzioni, illuminazione pubblica, parcheggi, servizi ambientali, impianti, servizi cimiteriali, mercati e molte altre attività di interesse comunale» scrivono «è scelta che può avere una sua logica amministrativa. Una società pubblica efficiente può rappresentare uno strumento importante per migliorare i servizi e contenere i costi».
Ma c’è un “ma” e attiene alla natura stessa della società che appartiene in primis ai cittadini. «Deve valere una regola semplice: massima trasparenza». Da qui l’annuncio. «Da oggi Porto San Giorgio al Centro seguirà con attenzione ogni nuovo affidamento, ogni selezione di personale, ogni incarico, ogni investimento e ogni ampliamento dei servizi. Non ci interessano processi alle intenzioni e non lanceremo accuse senza documenti.
Ci interessa sapere: chi decide, quanto costa, quali risultati produce, quali vantaggi porta realmente alla città.
Sgds deve essere il braccio operativo del Comune, non il braccio elettorale di qualcuno». Porto San Giorgio al Centro, annuncia il suo portavoce, vigilerà sugli atti, sui numeri e sui risultati «perché il patrimonio pubblico appartiene ai sangiorgesi, non a chi governa temporaneamente la città».
L’intervento del gruppo è stato giudicato sui social come una ingerenza negli affari sangiorgesi, vista l’origine fermana del movimento civico. Non si attendere allora la risposta. «A chi ironizzava sul nostro post riguardante la Sgds forse era meglio leggere gli atti prima di fare battute. Il punto non è essere contro la Sgds, è molto più semplice: quando una società pubblica riceve asset strategici, bisogna dimostrare con numeri, competenze e confronti economici che quella scelta sia davvero la migliore per la città. Adesso qualcuno teme che gli stessi problemi possano riguardare anche la pubblica illuminazione. No, non è propaganda. Stiamo facendo domande e, a quanto pare, non erano domande così fuori luogo. Porto San Giorgio al centro continuerà a leggere gli atti. Anche quando danno fastidio»
S.R.
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