Uno Skate Park può diventare un “palcoscenico” multidisciplinare, un contenitore di eventi e di attività. Non solo sport, insomma, ma grazie alla sua architettura urbana e dinamica anche una sorta di anfiteatro capace di ospitare musica, cultura giovanile e molto altro. Il tutto all’insegna di una forte capacità aggregante sul piano sociale.
L’opportunità è stata fin da subito chiara all’associazione “Strike Skate Events”, che gestisce lo Skate Park di Lido Tre Archi e che ha trasformato la struttura in un contenitore di format particolari. Ovviamente lo sport urbano, ma anche concerti musicali, esibizioni, performance artistiche, parte espositiva. E infine spazio di incontro e laboratori creativi. In questa estate 2026 l’evento principale è stata sicuramente la rassegna
“Into the Deep”, grazie alla quale lo Skate Park si è aperto per diverse serate all’insegna dei concerti: il 27 giugno con la band post punk Leatherette e Tvfuzz; il 25 luglio con la band psych-rock A/lpaca e Komarov; il 22 agosto con “A nice noise” e Cheese shop. A questo si è aggiunto il 16 luglio la serata con il cinema, con la proiezione di “Lords of Dogtown”, di Catherine Hardwicke, all’interno della rassegna “Non è vero”. In quest’ultimo caso, nel pomeriggio è stata effettuata una giornata di formazione con un professionista del settore, Luca Crestani, uno degli skateboarder italiani di eccellenza.
«É il terzo anno che siamo in ‘pista’. Facciamo diverse attività – afferma Alessio Beato, uno dei gestori e co-fondatori dello Strike Skate Park di Lido Tre Archi a Fermo -. La principale è sicuramente la rassegna musicale di concerti ‘Into the Deep”. Poi abbiamo attivato una collaborazione per il cinema all’aperto. Tornando all’attività concertistica, va detto che l’evento è preceduto da esibizioni di free skate, senza competizione: un’attrazione aggiuntiva – precisa -. E in questi casi c’è il coinvolgimento del pubblico che osserva. Poi si spengono le luci e il pubblico inizia a interagire. I concerti si tengono dentro la pista e il pubblico è dentro la struttura, anche se all’esterno della parte più ostica. Si tratta di eventi particolari, che suscitano interesse anche da fuori regione, nell’ambito culturale più alternativo. E la cosa ci piace. C’è molto interesse per quella che è una formula unica».
Quest’anno l’attività è cresciuta molto e sono stati raggiunti bei numeri.
«Portare la gente lì non è semplice, eppure funziona – afferma ancora Alessio Beato -! Il pubblico è entusiasta. Chi sono i fruitori? Lo skatebord è molto legato alle arti. Non è solo sport, è movimento culturale che si autopromuove: videomaking, fotografia e musica. Ci piace rimarcare questa cosa. In generale il pubblico è fatto da gente che sta fuori questo mondo, ma ci sono anche persone del nostro mondo. Un bel crossover: persone che si intrecciano, che entrano in contatto».
Poi c’è l’attività con i ragazzi del quartiere: sport e sociale a braccetto. «Di pomeriggio infatti – continua Beato – spazio all’attività sportiva e di laboratorio, con donazione anche di attrezzature ai ragazzi di Tre Archi. La scelta di donare assemblaggi professionali per noi è importante ed è un’attività che portiamo avanti appoggiandoci allo sportello di On the Road e dell’Agenzia Res, entrambi partner (la Res più sulla parte dei concerti). Sono loro che ci aiutano nei contatti con le famiglie e i ragazzi».
«La questione di fondo è che i giovani del quartiere hanno una struttura enorme e bella, ma molto spesso non hanno i mezzi. Lo skate costa, quindi abbiamo deciso di dare loro l’opportunità di avere un oggetto adeguato per iniziare l’attività in maniera decente. E cerchiamo di farlo diventare un appuntamento ripetuto. Per la formazione, a me non piace la ‘struttura lezione’ perché non ha seguito. La comunità skate è molto aperta, orizzontale. Si interagisce molto tra noi e ci si insegna a vicenda. Bene che i ragazzi siano autonomi e interagiscano tra loro.
Insomma, l’idea di fondo è quella dell’autonomia dei ragazzi e della fruizione della struttura, che è aperta a tutti e illuminata molto bene. Una delle poche».
Grande soddisfazione viene espressa dal sindaco di Fermo, Alberto Maria Scarfini. Che afferma: «Su Lido Tre Archi abbiamo investito molto, anche in termini di speranza. L’attività dello skate park è importantissima, come presidio, come attività sportiva, come antenna sulle giovani generazioni e come capacità di contatto con chi il quartiere lo vive. In questo senso, l’opera dell’associazione Strike Skate Events è preziosa. Ad Alessio Beato e ai diversi componenti va il plauso dell’amministrazione per l’impegno e l’adesione a un progetto strategico per il territorio».















