Riceviamo dal Comitato Civico Rapagnanese e pubblichiamo:

 

«Fino a poco tempo fa, il cimitero comunale di Rapagnano rappresentava un vanto per l’intera comunità: uno spazio distinto per cura, bellezza, manutenzione e per la profonda umanità del personale che se ne prendeva cura. Oggi l’accesso agli spazi è ostacolato da impalcature e transenne, ci sono vialetti divelti e crateri che compromettono la sicurezza dei visitatori, danneggiando l’immagine del cimitero. Non solo: la presenza di diverse lapidi a terra e l’abbattimento di due alberi storici ha stravolto il senso fondamentale di questo luogo, mentre la presenza di rifiuti e l’apertura dei cancelli nelle ore notturne ne feriscono la sacralità. A questo quadro si aggiunge la preoccupazione per la perdita del verde: gli alberi e le piante del cimitero costituiscono un patrimonio affettivo e paesaggistico inalienabile, fondamentale anche per rinfrescare e mitigare le temperature in estati sempre più calde. 

Il senso di smarrimento e impotenza è emerso con particolare evidenza proprio nel mese di agosto, quando molti rapagnanesi residenti, o provenienti da fuori Comune o dall’estero, sono andati a fare visita ai propri cari. Trovarsi improvvisamente di fronte a un cimitero irriconoscibile senza alcuna comunicazione preventiva ha suscitato sconcerto e dolore. C’è però chi non ha potuto rimanere in silenzio: un cittadino ha deciso di intervenire, riuscendo a fermare l’abbattimento di alcune piante ancora in buona salute, mosso da una domanda semplice, tuttora senza risposta: “Ma perché tutto questo?”. 

Perché il disagio che si è venuto a creare non è solamente materiale. Un cimitero non è solo un complesso edile né un semplice servizio pubblico, è un luogo dell’anima, un’oasi di pace in cui una parte del nostro passato continua a vivere al di fuori della memoria individuale. 

Ci chiediamo dunque, e chiediamo direttamente all’amministrazione: davvero non si è sentita la necessità di presentare il progetto alla comunità prima dell’avvio dei lavori? Era davvero impossibile prevedere un progetto che salvaguardasse le piante esistenti e ne tutelasse il valore identitario e naturale, anche nel rispetto del principio fondamentale sancito dagli art. 9 e 41 della Costituzione? Quale necessità tecnica ha portato ad abbattere i due alberi storici accanto alla chiesa per sostituirli con giovani lecci che impiegheranno decenni per restituire l’ombra e l’immagine di prima? In che modo tutto questo cemento dovrebbe migliorare il decoro o la fruibilità del cimitero? 

Con questo intervento il Comitato Civico Rapagnanese vuole farsi portavoce del bisogno stringente di un rapporto costante e trasparente, e un dialogo franco, tra cittadinanza e amministrazione. Informare non dovrebbe significare soltanto comunicare decisioni già assunte, ma creare occasioni concrete di ascolto e confronto. Siamo consapevoli che l’intervento rientra nel più ampio programma di riparazione e riqualificazione del cimitero, ma proprio l’entità dei lavori avrebbe richiesto più sensibilità e attenzione alla comunicazione con la cittadinanza. 

Chiediamo pertanto alla Sindaca e all’Amministrazione comunale la convocazione di un’assemblea pubblica aperta a tutti in cui discutere del progetto e degli interventi previsti».

 

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