(foto Cristiano Ninonà)

Riceviamo dal Comitato Arretramento FS e A14 Marche sud e pubblichiamo:

 

«Rispetto all’euforia di cinque anni fa palesata da alcuni settori politici, che confidavano nella realizzazione da parte di Aspi della terza corsia da Porto Sant’Elpidio a Pedaso e del mini-arretramento di un senso di marcia a tre corsie da Pedaso a San Benedetto del Tronto, lo studio effettuato ha evidenziato quanto noto da sempre, ovvero: la realizzazione in questo tratto dell’allargamento della sede è altamente complessa con conseguenti costi rilevantissimi; La concessione di ASPI dovrebbe scadere il 31.12.2038 e quindi è impensabile qualsiasi investimento su questa tratta se non le necessarie manutenzioni. I rischi dell’intervento sono enormi in quanto tutte le tavole del Piano Idrogeologico della Regione Marche e del Ministero dell’Ambiente certificano che il tratto ove si dovrebbe realizzare l’ampliamento è a grave rischio frana;  Aspi è già titolare della concessione, percepisce il pedaggio generato dal traffico su questo tratta e, pertanto, non ha oggettivamente alcun interesse ad effettuare un investimento ove non ci sarà possibilità di rientro economico. Continua con le necessarie manutenzioni che durano da 9 anni, che devono essere fatte, che probabilmente saranno ricorrenti per la conformazione idrogeologica del terreno ove insiste l’opera, ma che non risolveranno tutte le problematiche presenti su questo tratto estremamente pericoloso, che, giova ribadirlo, è a pagamento. 

Dal momento che la procedura di legge prevede l’esame delle alternative progettuali, abbiamo suggerito da tempo di andare a valutare anche quella della bretella autostradale arredale da Porto Sant’Elpidio a Mosciano/Teramo in aggiunta al tratto dell’A14 esistente, che avrebbe i seguenti pregi: riconnetterebbe le aree interne alle primarie vie di comunicazione, risolverebbe radicalmente le problematiche ambientali della costa, nonché i problemi di sicurezza che invece avremmo per anni se si percorresse l’opzione dell’ampliamento in sede dopo aver “subìto” lavori di manutenzione, ancora in corso, già da 9 anni, eviterebbe il blocco ripetuto della dorsale adriatica senza aver alcuna alternativa che invece avremmo con la bretella arretrata che riconnette all’A24 e all’A14; Potrebbe consentire l’ammortamento dell’investimento nel lasso temporale che inevitabilmente si originerebbe, dovendo andare necessariamente ad una nuova gara e quindi a una nuova concessione; Infine, trattandosi nella sostanza di un prolungamento dell’A24, potrebbe stimolare ’interesse del Concessionario dell’A24, oppure di altri potenziali Concessionari come singoli o raggruppati in consorzio.

Nel frattempo, la situazione sulla strada è da tempo oltre i limiti, si continua a pagare un pedaggio per un servizio autostradale che non è tale, gli incidenti, purtroppo, si verificano con cadenza settimanale e lo stesso dicasi per i blocchi conseguenti sulla SS 16. La situazione è assolutamente insostenibile ed è tutta sulle spalle degli incolpevoli cittadini che sono costretti ad usufruire di questo servizio a prezzi sociali altissimi. Non è più tollerabile!

La politica in questa situazione cosa fa? Tace. Un silenzio assordante.

Nel frattempo, durante l’estate è uscito il bando europeo CEF Trasporti 2026 che mette a disposizione contributi a fondo perduto concernenti la progettazione di interventi infrastrutturali per lo sviluppo della rete Transeuropea dei Trasporto (TEN-T). Sotto tale profilo la progettazione della bretella autostradale arretrata da PSE a Mosciano/Teramo ha tutte le caratteristiche per essere considerata strategica dall’Europa. La scadenza del bando europeo è prevista per il 6 ottobre p.v. 

Il Governo, ma anche la Regione Marche e le Amministrazioni locali, nel caso non fossero propositive nei confronti del Governo, dovranno illustrare le ragioni dell’eventuale mancato inserimento della proposta progettuale della bretella e, quindi, della rinuncia all’utilizzo di un contributo a fondo perduto utile per la valutazione di una valida alternativa progettuale che interessa uno dei tratti più critici della rete autostradale italiana». 

 

 

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