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Vox Poetica Consort, due capolavori dell’oratorio romano all’oratorio “San Domenico” di Fermo, il 13 settembre alle ore 19.

Protagonista musicale della serata sarà dunque il VOX POETICA CONSORT, voci e strumenti storici, sotto la direzione di Matteo Laconi, cantante lirico e musicista giovane con all’attivo da alcuni anni importanti collaborazioni a livello internazionale.

Il programma prevede l’esecuzione dell’oratorio “Jonas” di Giacomo Carissimi e dell’“ORATORIO PER LA SETTIMANA SANTA” di Luigi Rossi.

ORATORIO JONAS di GIACOMO CARISSIMI (Marino, 1605 – Roma, 1674), dove Matteo Laconi tenore, interpreterà il personaggio principale della vicenda, Jonas

ORATORIO PER LA SETTIMANA SANTA di LUIGI ROSSI (Torremaggiore, 1597 – Roma, 1653), in questa vicenda i personaggi principali verranno interpretati dal soprano Chiara Bertolotti, Vergine Maria, dal basso Rosario Luciani, Pilato, dal basso Alessandro Masi, Demone primo e dal contralto Clelia Fazzo Cusan, Demone secondo

L’organico vocale prevede 30 esecutori, di cui 22 cantanti tra soli e coro, mentre quello strumentale è costituito 8 strumentisti con due violini e dal basso continuo, realizzato da organo, due tiorbe, cembalo, viola da gamba, e contrabbasso.

Nel periodo della Quaresima, circa quattrocento anni fa, gli aristocratici romani si trovavano davanti a un problema piuttosto delicato: desideravano continuare a essere intrattenuti da qualcosa che somigliasse a uno spettacolo teatrale, ma allo stesso tempo non potevano permettersi forme di intrattenimento “profane”, perché in quei giorni erano vietati gli spettacoli pubblici e tutto ciò che non rispettava lo spirito di penitenza e raccoglimento tipico della Pasqua. La soluzione a questo compromesso nacque nei primi decenni del Seicento, quando si iniziò a far entrare musicisti professionisti all’interno degli oratori romani, istituzioni religiose nate da poco grazie all’impulso di San Filippo Neri. In questi luoghi i fedeli si riunivano per pregare, discutere e cantare le laude spirituali. Proprio da questo contesto religioso, ma anche dalla sua progressiva “raffinazione” in ambiente aristocratico, prende forma un nuovo genere musicale: l’oratorio.

L’oratorio, infatti, può essere considerato a tutti gli effetti una sorta di piccola opera teatrale, ma senza rappresentazione scenica vera e propria. È una composizione strutturata come un racconto drammatico: ha personaggi, una trama, dialoghi affidati ai cantanti e momenti corali, proprio come in un’opera lirica. Tuttavia, a differenza del teatro musicale vero e proprio, non prevede scenografie, costumi elaborati o azione scenica in senso stretto. Tutto viene quindi “immaginato” attraverso la musica e il testo.

Le vicende narrate, come ad esempio quelle del Jonas di Giacomo Carissimi o dell’Oratorio della Settimana Santa di Luigi Rossi, pur con stili diversi, derivano entrambe dalla tradizione biblica e hanno un forte valore morale e religioso. Attraverso la musica, questi racconti sacri vengono resi vivi e drammatici, pur restando all’interno di un contesto di meditazione spirituale.

In questo senso, più che essere semplicemente un’alternativa alla proibizione degli spettacoli durante la Quaresima, l’oratorio rivela chiaramente qualcosa di più profondo: il bisogno di una dimensione teatrale anche nella musica sacra. È, di fatto, una forma di “piccola opera” religiosa, strutturata, narrativa e drammatica, che unisce la profondità spirituale alla forza espressiva del teatro, ma senza mostrarlo fisicamente sulla scena.

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