«Due bandi, nessuna risposta. È il momento di interrogarsi sulla visione della città». Sinistra Italiana-Avs di Sant’Elpidio a Mare torna sul progetto per trasformare l’ex casa di riposo di via Cunicchio in un hotel di lusso e replica alle posizioni dell’Amministrazione dopo che il bando è andato deserto. «Non siamo stupiti – affermano Luca Franca e Monia Morlacco, della segreteria del circolo cittadino – e crediamo che questo risultato dovrebbe indurre l’Amministrazione a fermarsi e a riflettere». I due esponenti respingono innanzitutto l’accusa di tifare contro la città: «Se un progetto porta investimenti, lavoro e nuove opportunità per il nostro territorio, non possiamo che esserne contenti». Secondo Sinistra Italiana, però, l’assenza di offerte rappresenta un dato politico con il quale fare i conti. «Il mercato ha dato una risposta chiara: alle condizioni previste dal bando e nello stato attuale del nostro comune, delle sue infrastrutture e della sua offerta turistica, nessun operatore ha ritenuto conveniente assumersi il rischio di realizzare quel progetto».

 

 

Il circolo mette la vicenda in relazione anche con l’altro bando promosso dall’Amministrazione per incentivare l’apertura di nuove attività commerciali nel centro storico e in viale Roma, con contributi fino a 7.500 euro destinati ad attività quali pizzerie, gelaterie, pasticcerie e cioccolaterie. Da qui l’interrogativo posto all’Amministrazione: «Siamo sicuri che il problema sia semplicemente quello di trovare qualche incentivo in più o qualche operatore disposto a cogliere l’occasione?». Per Franca e Morlacco il rischio è procedere attraverso una successione di «interventi spot» senza definire prima un progetto complessivo per Sant’Elpidio a Mare.

 

«Qual è l’idea di città che dovrebbe tenere insieme turismo, commercio, cultura, servizi, mobilità, spazi pubblici e vita quotidiana del centro storico? Questa è la questione politica che poniamo». Secondo Sinistra Italiana, prima di individuare immobili da valorizzare o categorie commerciali da sostenere bisognerebbe comprendere quali condizioni possano spingere un imprenditore a investire e un visitatore a scegliere Sant’Elpidio a Mare e a fermarsi. Si chiede quindi se siano stati condotti studi sull’offerta ricettiva esistente, sull’occupazione delle strutture e sugli ostacoli che limitano l’attrattività del centro storico e se sia stata costruita una strategia turistica insieme alle realtà economiche e culturali cittadine.

 

Dubbi vengono sollevati anche sull’ipotesi di modificare il bando dell’ex casa di riposo per renderlo più appetibile. «Prima di abbassare il canone o modificare le condizioni della concessione, non sarebbe più serio chiedersi se quella sia davvero la strada giusta?». Per Sinistra Italiana «non basta creare posti letto per creare turismo, così come non basta finanziare una nuova attività per creare un centro storico vivo. Un centro storico non si rilancia per sommatoria di bandi. Si rilancia attraverso una visione».

Si torna anche sulla questione del Centro di Aggregazione Giovanile Wonder, che in questi giorni riapre le porte ai ragazzi. Per il circolo si crea così un paradosso: mentre si cerca un investitore per destinare l’immobile all’hotel, il servizio rivolto ai giovani riprende le proprie attività e, sostengono Franca e Morlacco, le famiglie non avrebbero ancora ricevuto indicazioni definitive su tempi e sede del suo trasferimento.

Sinistra Italiana precisa di non chiedere di rinunciare alla valorizzazione del centro storico, che considera anzi una priorità, ma di cambiare metodo. «Significa conoscere il territorio, ascoltare chi ci lavora e chi lo vive, capire quali siano i bisogni reali e costruire intorno a questi una politica coerente». Il bando andato deserto, è la conclusione cui arrivano Franca e Morlacco, può quindi trasformarsi in «un’occasione preziosa» per valutare anche destinazioni differenti per l’immobile e, soprattutto, per «mettere insieme i pezzi e costruire un progetto di città. Perché Sant’Elpidio a Mare non ha bisogno dell’ennesimo intervento spot. Ha bisogno di una visione».

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