Le aziende del settore calzaturiero si preparano alla 102esima edizione di Micam Milano, in programma dal 13 al 15 settembre 2026, e Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo rinnova il proprio impegno al loro fianco, consapevole di quanto la presenza sui mercati internazionali sia oggi strategica in una fase economica particolarmente complessa. Anche quest’anno non mancherà quindi una rappresentanza del territorio, pronta a presentare le collezioni e le tendenze per la stagione Primavera/Estate 2027.
La manifestazione sarà soprattutto un’importante occasione per consolidare i rapporti commerciali con i buyer storici, nella speranza di riuscire a creare nuovi contatti e individuare ulteriori sbocchi all’estero. «In una fase in cui la domanda interna vive una situazione di stagnazione, per il nostro comparto è impensabile non investire sull’estero – sottolinea Lorenzo Totò, Presidente interprovinciale di Confartigianato Calzature e Vicepresidente territoriale di Confartigianato Imprese Macerata, Ascoli Piceno, Fermo –. Su questo fronte l’Associazione continua ad affiancare gli imprenditori, accompagnandoli nella ricerca di nuove prospettive commerciali e favorendo la partecipazione agli appuntamenti fieristici più rilevanti per il settore. Oggi una fiera non si misura esclusivamente dagli ordini raccolti nei tre giorni. È un momento nel quale si consolidano rapporti, si incontrano nuovi interlocutori e si raccolgono indicazioni utili per capire dove si sta spostando la domanda».
Una strategia che passa necessariamente dalla capacità di diversificare le destinazioni dell’export. «È indispensabile rivolgersi a nuove aree e, in particolare, a quelle economie che stanno crescendo e possono contribuire almeno in parte a compensare il rallentamento di destinazioni che negli ultimi anni hanno perso forza – spiega Paolo Capponi, Responsabile Export di Confartigianato Imprese Mc, Ap, Fm –. Questi mercati non possono sostituire completamente gli sbocchi che si sono indeboliti, ma una loro progressiva crescita può rappresentare una risorsa importante e contribuire a dare ossigeno al nostro tessuto produttivo. La strada è costruire progressivamente un portafoglio di destinazioni più ampio, riducendo la dipendenza da poche aree».
«In questo momento è fondamentale continuare a essere vicini alle aziende – conclude Totò –. Prendere parte alle fiere comporta investimenti significativi, ancora più difficili da sostenere in una fase nella quale i margini si sono notevolmente ridotti. Regione Marche e Camera di Commercio delle Marche stanno continuando a fare la propria parte e per questo le ringraziamo. Attraverso un impegno condiviso tra sistema produttivo, associazioni e istituzioni possiamo mettere a disposizione strumenti concreti per affrontare le difficoltà attuali e favorire nuove prospettive di crescita. Per una piccola impresa aprire un nuovo mercato richiede tempo, competenze e risorse. Per questo è importante accompagnare le aziende non soltanto in fiera, ma in un percorso continuativo di apertura verso l’estero».
Quanto al Micam, Totò avanza una proposta per rendere la manifestazione ancora più attrattiva per le aziende che producono in Italia. «In questa fase sarebbe auspicabile individuare strumenti capaci di favorire un ritorno più ampio delle imprese italiane al Micam, comprese quelle che negli ultimi anni hanno dovuto rinunciare alla partecipazione anche a causa delle difficoltà economiche e dei costi che comporta la presenza in fiera. Per dare nuovo slancio alla manifestazione si potrebbero prevedere iniziative specifiche rivolte alle aziende che producono Made in Italy, attraverso eventi dedicati, una comunicazione mirata o forme di agevolazione sui costi di partecipazione. Sono soltanto alcuni esempi, ma riteniamo importante ragionare su strumenti che consentano di valorizzare e rendere maggiormente riconoscibili le produzioni realizzate in Italia rispetto a quelle provenienti dall’estero».















