Riceviamo e pubblichiamo un comunicato del Coordinamento delle Associazioni per la Ex-Fim:

Plaudiamo al Comune di Porto Sant’Elpidio per la capacità dimostrata nel reperire e stanziare risorse per gli obiettivi che l’Amministrazione ritiene strategici per la città. È una capacità che, soprattutto in tempi difficili, va riconosciuta.

Basti pensare agli oltre 20 milioni di euro destinati alle scogliere emerse, ai 12 milioni per l’Its, fino ai 40.000 euro stanziati per l’evento Riding by the Sea, ai quali si aggiungono altrettanti finanziati dalla Regione.

Senza entrare, in questa sede, nel merito dell’opportunità o meno di ciascuna di queste scelte, proprio questa capacità di reperire risorse ci porta a porre una domanda molto semplice sull’Ex-Fim e, in particolare, sulla Cattedrale.

I sette ettari dell’area Ex-Fim rappresentano una delle più importanti occasioni di cambiamento urbano della storia recente di Porto Sant’Elpidio. Sbloccare quella situazione di stallo è fondamentale. Ma altrettanto fondamentale è farlo nel modo migliore possibile, nel pieno rispetto delle norme e seguendo anche le indicazioni dei consulenti che la stessa Amministrazione ha scelto di incaricare.

Ed è proprio qui che riteniamo che qualcosa debba essere chiarito.

Nessuno, in Amministrazione, ha mai negato il valore della Cattedrale, bene sottoposto a vincolo e riconosciuto per il suo valore storico, artistico, paesaggistico e identitario.

E allora chiediamo: perché non avviare il test pilota indicato nella relazione dell’Università di Bologna? Perché avete spese E.25.000 per pagare questi professori per poi non ascoltarli?

La conclusione di quella relazione — cioè la necessità di procedere con un test pilota su un campione del muro della Cattedrale — non può essere semplicemente accantonata o ignorata. Tanto più quando si tratta di un passaggio che potrebbe fornire elementi concreti e scientificamente verificabili per comprendere meglio la natura, le caratteristiche e le potenzialità del manufatto.

Peraltro, ci sembra singolare che proprio una delle indicazioni contenute nella relazione commissionata per approfondire la questione sia stata, di fatto, liquidata come inconsistente, arrivando persino a glissare sulla sua stessa presenza.

Da oltre 25 anni la proprietà sostiene una determinata tesi. Per oltre 25 anni quella tesi non è stata accettata proprio perché ci troviamo di fronte a un bene di riconosciuto valore storico, artistico, paesaggistico e identitario.

Oggi, dunque, chiediamo di verificare tramite il test pilota.

Se può fornire dati utili alle decisioni future, perché non acquisirli?

Se può essere un passaggio necessario per valutare correttamente il futuro della Cattedrale, perché rinunciarvi?

E soprattutto: se i soldi non sembrano essere un problema quando si tratta di finanziare altri obiettivi anche di privati, perché dovrebbero diventarlo quando si parla di un bene che potrebbe rappresentare una straordinaria opportunità per il futuro della città?

La Cattedrale non è soltanto una questione urbanistica.

Potrebbe diventare un elemento di straordinaria attrattività turistica e culturale, capace di restituire a Porto Sant’Elpidio un luogo identitario e, generare valore, presenze, economia e benefici per l’intera comunità.

Le risorse impiegate oggi per conoscerla, tutelarla e valorizzarla potrebbero produrre benefici non per qualche giorno, non per una singola manifestazione, ma per le generazioni future.

Per questo rivolgiamo all’Amministrazione un appello, ma anche una precisa richiesta di responsabilità:

se davvero si ritiene che il bene supremo sia l’interesse di Porto Sant’Elpidio, si abbia il coraggio di fare tutto ciò che è necessario per conoscere fino in fondo il valore della Cattedrale.

Il test pilota è un piccolo passo rispetto alla dimensione dell’intera vicenda Ex-Fim

Fate quel passo.

Se le risorse servono, trovatele.

Se servono approfondimenti, commissionateli ad enti terzi ed autonomi!

Se servono coraggio e volontà politica, metteteceli.

Perché una cosa è certa:

volere è potere.

E se volete davvero il bene di Porto Sant’Elpidio, i fondi avete già dimostrato che potete trovarli.

Trovateli.

 

 

 

 

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