
Romano Montagnoli
Stagione balneare agli sgoccioli. Ufficialmente si è chiusa il 7 settembre per i 900 operatori marchigiani dislocati su 180 km di costa. Ma se le condizioni meteo lo consentiranno, un pò di mare si potrà fare anche ad ottobre. C’è chi, tra i concessionari di spiaggia, ha già iniziato a mettere via ombrelloni e sdraio in settimana, lasciando giusto qualche fila per il prossimo weekend, pioggia permettendo. E’ stata un’estate calda, manco a dirlo, con tante conferme per le aspettative dei balneari. Romano Montagnoli, presidente regionale Sib Confcommercio, parla di bilancio positivo.
Montagnoli come è andata la stagione nel Fermano per la vostra categoria?
«Bilancio senza dubbio positivo, il meteo è stato clemente, la stagione lunga e soleggiata, salvo un weekend non abbiamo perso praticamente giornate clou tra luglio ed agosto»
Tradotto in cifre?
«Sena sbilanciarci troppo visto che non abbiamo ancora dati definitivi, posso però immaginare un incremento a due cifre per l’estate ormai passata»
E rispetto alla passata stagione 2025?
«Abbiamo compensato i minori consumi registrati al bar, tendenza per altro in atto già da anni, con un incremento delle presenze. I bagnanti vengono in spiaggia ma spendono meno, complice la ridotta capacità d’acquisto, e preferiscono portarsi il pranzo o lo spuntino da casa. C’è chi allora si è reinventato il servizio puntando, ad esempio, sul self service che permette di tagliare alcuni costi fissi e praticare prezzi più abbordabili per i clienti. Ciò non toglie che anche noi operatori siamo alle prese con incrementi di spesa mai visti prima che hanno interessato il costo delle materie prime come insalata e zucchine»
La stagione proseguirà ancora se il meteo lo consentirà?
«Alcuni operatori la prolungheranno forse per un’altra settimana ma resta il problema legato alla disponibilità del personale»
Ovvero?
«Molti stabilimenti hanno assunto ragazzi e ragazze che devono tornare a scuola e quindi lasciano già nei primi giorni di settembre. Idem per gli universitari che riprendono gli studi a pieno ritmo. Stesso discorso per il servizio di salvataggio che è già terminato. Non è facile allora puntare alla destagionalizzazione. La politica ne parla sempre ma poi, nei fatti, ci si scontra con la realtà. Chi di noi non vorrebbe lavorare da Pasqua fino ad ottobre, insomma allungare la stagione. Tuttavia non è assolutamente semplice trovare personale in questi periodi. Se vogliamo la destagionalizzazione occorre anche individuare strumenti che possano venire incontro ai balneari»
Il 2027 sarà, a quanto pare, l’anno della Bolkestein, la direttiva europea per la libera concorrenza (approvata nel 2006), che prevede, tra le altre cose, l’obbligo di messa al bando delle concessioni demaniali legate agli chalet. A che punto siamo visto che il Consiglio di Stato ha ribadito le scadenze già note?
«Le concessioni balneari dovranno essere riassegnate tramite gare pubbliche entro il 30 settembre prossimo, al momento senza possibilità di altre proroghe. Il termine ultimo per la pubblicazione dei bandi di gara da parte dei Comuni è stato fissato invece al 30 giugno 2027, e solo in casi motivati potrà esserci uno slittamento a marzo 2028. Per alcuni Tar i bandi dovrebbero essere addirittura immediati. Ma in questa situazione tutti gli operatori sono legittimati a fare ricorso»
C’è un bando tipo a cui i Comuni possono fare riferimento?
«Lo stanno e lo stiamo aspettando, è fermo in Conferenza Stato-Regioni, poi una volta approvato la palla passerà al Governo. Avremmo preferito che si fosse scelta la strada delle norma di legge con linee guida certe, invece in troppi ci hanno messo bocca ed il rischio è di distruggere un modello efficiente che si fonda su ben 30 mila aziende nel Paese»
Come vi state organizzando in vista della scadenza del 2027?
«Molti colleghi balneari hanno assunto consulenti per predisporre un piano economico ed essere pronti a partecipare alle gare, altri si sono dati da fare per ottenere delle certificazioni. Ma non sarà semplice contrastare le offerte di società più grandi che sono state create ad hoc con l’intento di partecipare alle gare. Il nostro settore è appetibile soprattutto in alcune zone del Paese, anche perché negli anni il comparto si è attrezzato molto bene e finirà per fare gola a tanti».













