(foto dalla pagina Fb della chiesa San Tommaso di Canterbury)

«Hanno disturbato un battesimo: ora intervengano le istituzioni». Il presidente del comitato di residenti di Lido Tre Archi “Co.r.t.a.”, Gabriele Voltattorni scrive a prefetto, questore e sindaco: «Non può passare il messaggio che a Fermo tutto sia consentito»

Un passo indietro. «Non una semplice bravata e nemmeno un episodio da liquidare come “schiamazzi”: ieri, nella chiesa parrocchiale di San Tommaso di Canterbury, durante la celebrazione di un battesimo, alcuni soggetti hanno gravemente disturbato la funzione religiosa, costringendo i presenti a chiedere l’intervento dei Carabinieri» l’intervento del presidente su un fatto di cronaca già portato alla luce dal consigliere comunale di opposizione Saturnino Di Ruscio (Servire Fermo), ieri.

Comunque, tornando al Comitato Residenti Tre Archi, Co.r.t.a., attraverso il suo presidente Gabriele Voltattorni, ha deciso di «rivolgersi direttamente al prefetto di Fermo, al questore e al sindaco, chiedendo che quanto accaduto venga accertato e non venga sottovalutato. Durante il Battesimo, mentre il sacerdote don Sebastiano Serafini stava celebrando la cerimonia alla presenza dei familiari e dei fedeli, alcuni soggetti hanno messo in atto comportamenti rumorosi e gravemente disturbanti, compromettendo il regolare svolgimento della funzione e il raccoglimento dei presenti. I Carabinieri sono stati chiamati e sono intervenuti, ma all’arrivo dei militari i soggetti coinvolti si sono allontanati. Stiamo parlando di un Battesimo, di un momento importante per una famiglia, non di una situazione nella quale qualcuno può entrare e fare quello che vuole. È inaccettabile che una cerimonia religiosa debba essere disturbata a tal punto da rendere necessario l’intervento dei Carabinieri».

Il Co.r.t.a. chiede, quindi, alle autorità di «ricostruire l’episodio, acquisire le testimonianze dei presenti e le risultanze dell’intervento delle Forze dell’Ordine e verificare le eventuali responsabilità. Nella pec viene inoltre richiamato l’articolo 405 del Codice Penale, relativo al turbamento di funzioni religiose, chiedendo che, qualora dagli accertamenti emergano gli estremi del reato, vengano adottati gli atti conseguenti secondo quanto previsto dalla legge e senza attendere necessariamente una querela, trattandosi di una fattispecie perseguibile d’ufficio. Non chiediamo vendetta ma che la legge venga applicata».

Il Comitato chiede inoltre che «nei confronti degli eventuali responsabili identificati, vengano valutate tutte le misure previste dall’ordinamento, compresi eventuali provvedimenti di allontanamento dal territorio qualora ne ricorrano i presupposti di legge. Non chiediamo giustizia sommaria e non chiediamo privilegi. Chiediamo semplicemente che la legge venga applicata. Se una persona commette un reato, deve risponderne. Se esistono gli strumenti per impedire che determinati soggetti continuino a creare problemi sul territorio, chiediamo alle Autorità di utilizzarli. Fermo non può diventare una terra di nessuno».

Infine l’appello di Voltattorni alle istituzioni: «Il rispetto delle regole deve valere per tutti. Nelle strade, nei luoghi pubblici e anche dentro una chiesa. Nessuno deve avere paura di partecipare a una celebrazione religiosa o vedere un proprio familiare battezzato in un clima di disturbo e di intimidazione. A Fermo deve essere chiaro che le regole valgono per tutti. Il Co.r.t.a. attende ora una risposta dalle autorità destinatarie della pec e auspica che l’episodio venga esaminato con la massima attenzione e senza sottovalutazioni».

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