Lo stato di salute dell’edificio scolastico di Capodarco, al centro dell’interrogazione presentata dal Pd all’Amministrazione per chiedere risposte precise sugli interventi previsti.

«La situazione delle scuole di Capodarco non è più accettabile. Da anni studenti, insegnanti e famiglie attendono interventi promessi e non ancora realizzati, continuando a convivere con disagi, carenze strutturali e problemi di sicurezza e accessibilità – afferma il capogruppo consigliare del Pd Fabrizio Girotti – la scuola di Capodarco rappresenta un presidio fondamentale non soltanto per la frazione, ma per un bacino molto più ampio che si estende fino a Lido Tre Archi. Svolge un ruolo particolarmente importante sul piano dell’inclusione e dell’integrazione sociale e proprio per questo meriterebbe un’attenzione particolare da parte dell’Amministrazione e non di essere lasciata indietro».

«Per quanto riguarda la scuola secondaria di primo grado plesso Capodarco, non vengono richieste opere straordinarie, ma interventi di manutenzione che si trascinano ormai da oltre un decennio – insiste Girotti – finestre rotte o addirittura chiodate, locali che necessitano di essere ritinteggiati e barriere architettoniche ancora presenti sono problemi segnalati da anni. Le misure degli infissi, in particolare, sarebbero state rilevate già cinque anni fa. Gli uffici tecnici hanno inoltre assicurato che le risorse economiche per intervenire sono disponibili e gli interventi verranno realizzati in tempi brevi. Resta tuttavia una situazione amministrativa che desta forte preoccupazione. Con la delibera di Giunta n. 271 dell’11 agosto 2026 è stato richiesto un contributo pari al 100% della spesa, richiesta che non è stata accolta: il finanziamento ottenibile sarebbe quindi limitato al 40%. A questo si aggiunge l’attesa del parere favorevole della Soprintendenza, la cui richiesta risulta essere stata presentata soltanto nel giugno scorso, nonostante i problemi fossero conosciuti da molti anni».

«Ancora più delicata è la situazione dei locali della scuola primaria e dell’infanzia. Acausa di un problema strutturale che interessa una parte dei due plessi comunicanti, bambini e personale scolastico sono costretti ormai da circa due anni e mezzo a utilizzare sistemazioni provvisorie – continua il consigliere di opposizione- una condizione emergenziale può essere comprensibile per un periodo limitato. Non può però trasformarsi, di fatto, in una soluzione permanente. La scuola primaria è stata trasferita nei locali dell’ex delegazione di Capodarco. Per accedere all’edificio occorre superare sette gradini e non è presente una rampa per le persone con disabilità. Mancano uscite di sicurezza dal primo e dal secondo piano, mentre quella antincendio non è prevista per numeri inferiori a cento bambini. Due classi della secondaria nei locali della ex primaria Nel frattempo, per mancanza di spazio nel plesso centrale, due classi della scuola secondaria sono state trasferite nei locali della ex scuola primaria. Si tratta dello stesso complesso precedentemente svuotato ed evacuato a causa del cedimento strutturale che interessa una parte degli edifici comunicanti. Il risultato è paradossale: invece di risolvere definitivamente il problema, studenti e docenti vengono mandati a fare lezione a pochi metri dai muri lesionati interessati dal dissesto. Una scelta che solleva inevitabili interrogativi non soltanto sull’opportunità della soluzione adottata, ma anche sulle responsabilità politiche e sulla necessità di garantire la massima sicurezza possibile a studenti, insegnanti e personale scolastico. Inaccettabili le barriere per gli studenti con disabilità Particolarmente grave è inoltre il fatto che una scuola media non disponga ancora di servizi igienici adeguatamente accessibili agli alunni con disabilità. Nel 2026 non può essere considerato normale che proprio una scuola: luogo per eccellenza di inclusione, formazione e crescita presenti ancora barriere capaci di limitare la piena partecipazione degli studenti alla vita scolastica. Non si tratta semplicemente di una carenza logistica. L’accessibilità degli edifici scolastici riguarda direttamente il diritto all’istruzione, alla dignità e all’inclusione degli studenti con disabilità e il rispetto degli obblighi previsti dalla normativa vigente».

Girotti chiede dunque risposte certe all’ Amministrazione:

«Quali interventi saranno realizzati, quali risorse verranno utilizzate, quali sono i tempi previsti e, soprattutto, entro quale data questa situazione potrà essere definitivamente risolta. Una comunità può comprendere le difficoltà amministrative, tecniche ed economiche e può comprendere che un’opera complessa richieda tempo. Quello che non può più comprendere sono anni di attese, promesse e continui rinvii, soprattutto quando sono in gioco la sicurezza, la dignità e i diritti dei bambini e dei ragazzi. Garantire una scuola sicura, dignitosa e accessibile non è un favore né una concessione. È un dovere dell’Amministrazione e un diritto di ogni studente».

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