Riccardo Strappa

Sul caos del trasporto scolastico, denunciato da tantissime famiglie e studenti, di questi primi giorni di scuola, tornano a parlare i consiglieri provinciali di opposizione Riccardo Strappa e Roberto Borboglini.

«La Provincia di Fermo si nasconde, lasciando tutta la responsabilità alle aziende di trasporto. Eppure è la principale responsabile di quanto è successo, perché tiene in mano entrambe le leve del problema – dicono i rappresentanti del Pd – da un lato possiede l’84% della Steat, la società che attraverso Trasfer gestisce i servizi extraurbani su cui ogni mattina viaggiano migliaia di studenti. Dall’altro ha la competenza sulle scuole superiori del territorio, dagli edifici alla programmazione della rete scolastica provinciale. Proprio per questa doppia veste, il presidente Ortenzi e la consigliera delegata alla rete scolastica Liberati, avrebbero dovuto essere perfettamente a conoscenza, con largo anticipo, dei cambi di orario e dell’adozione della settimana corta da parte di moltissimi istituti della provincia. Avrebbero dovuto sapere quando e come sarebbero cambiate le esigenze di mobilità degli studenti. Il coordinamento tra i nuovi calendari scolastici e le corse andava costruito nei mesi scorsi, attraverso un tavolo di concertazione appositamente disposto dal Presidente della Provincia e suoi delegati, tra Istituti ed Azienda di trasporto. Invece se ne sono completamente disinteressati, oppure, se lo hanno fatto, non hanno inciso in alcun modo, lasciando l’azienda del Tpl e gli istituti senza un coordinamento».

«Il risultato di questa mancata regia si è visto subito. Il primo giorno di scuola si sono formate lunghe code lungo l’asse viale Trento–Fermo Forum, dove sono state collocate anche otto classi dell’ Itet, con mezzi sovraffollati e corse insufficienti denunciate dagli stessi studenti. Non può essere annoverato come un imprevisto, sarebbe troppo semplice, è il prodotto di una “non” programmazione – aggiungono – a pagare il conto sono soprattutto i ragazzi che arrivano dai comuni dell’entroterra e dalle frazioni, già penalizzati dalla distanza e dalla carenza di scuole nei loro territori. Molti di loro dopo il rientro pomeridiano sono costretti ad aspettare per più di un’ora l’autobus dovendo, spesso volentieri, rinunciare allo studio e a passioni sportive. Chiediamo quindi alla Provincia di assumersi le proprie responsabilità. Serve urgentemente un tavolo permanente e vincolante tra Provincia, istituti scolastici, azienda e utenti del trasporto per poter al meglio programmare e sincronizzare gli orari del servizio. Inoltre la Provincia dovrebbe anche farsi carico di ragionare con la Regione Marche anche su una maggiore scontistica su fasce Isee, per andare veramente incontro alle esigenze delle famiglie e degli studenti. Per loro un abbonamento annuale può arrivare a sfiorare i mille euro, e lo sconto del 50% è riservato a chi ha un Isee sotto i 13.000 euro una soglia troppo bassa, che lascia fuori moltissime famiglie. Da parte nostra continueremo a vigilare e porteremo la questione in Consiglio provinciale».

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