
Da sin. alto in senso orario Meri Marziali (Pd), Andrea Putzu (FdI), Francesco Verducci (Pd), Jessica Marcozzi (FI), Mauro Lucentini (Lega), Fabrizio Cesetti (Pd)
Andrea Putzu (FdI) e Meri Marziali (Pd). Sono questi i due nomi del Fermano che, almeno per il momento, sembrano certi sul fronte candidature alle prossime elezioni Politiche del 2027. Il primo, forte di un crescente consenso elettorale (se si paragonano i voti raccolti nel 2020 e quelli del 2025 alle Regionali) è l’attuale capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale. Marziali, ha guidato da sindaca il Comune di Monterubbiano e ha ricoperto anche l’incarico di presidente della CpO regionale, è molto vicina alla segretaria Pd, Elly Schlein. Due nomi, insomma, praticamente blindati.
Ma non sono certo gli unici che circolano nelle stanze della politica fermana. C’è chi fa quello di Mauro Lucentini (Lega) che però avrebbe già fatto sapere a una cerchia di confidenti che non è minimamente intenzionato a una candidatura (per la cronaca, è già stato deputato), così come quello dei consiglieri regionali Fabrizio Cesetti (Pd) e Jessica Marcozzi (FI). Due nomi, i loro, che avrebbero tutte le carte in regola per una candidatura che però, in caso di disponibilità, dovrebbe superare il doppio varco dell’avallo partitico e dello spazio nelle liste. Parliamo di elezioni politiche, non possiamo dimenticarcelo. E lo scacchiere è quantomeno regionale. Sembra invece rimasta al palo del chiacchiericcio locale la candidatura dell’ex sindaco di Fermo e attuale assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro (I Marchigiani per Acquaroli), dopo il punto fermo dello stesso Calcinaro che nei giorni scorsi ha detto chiaramente di voler continuare a lavorare nel ruolo assegnatogli dal governatore delle Marche, Francesco Acquaroli. Potrebbe proseguire sulla linea della candidatura fuori regione, invece, il senatore Francesco Verducci (Pd).
Ecco comunque lo scenario che inizia a delinearsi in vista delle prossime elezioni politiche, nell’analisi del giornalista Luca Patrassi.
Fratelli d’Italia sembra orientato a confermare la squadra degli uscenti, quasi tutti al primo mandato e dunque candidatura bis per la segretaria regionale dei meloniani, la portorecanatese Elena Leonardi e il pesarese Antonio Baldelli. Poi ci sono forse in bilico un paio di posizioni. L’anconetano Stefano Maria Benvenuti Gostoli è il deputato uscente di Ancona ma al casello di ingresso per Roma potrebbe trovare la strada sbarrata da Marco Ausili, primatista di preferenze nelle scorse regionali, eppure sacrificato per fare spazio in giunta a Bugaro. Altra posizione a rischio è quella della sottosegretaria all’Economia ed ex grillina Lucia Albano: di lei i media nazionali (ed anche la premier Meloni) si sono occupati per un clamoroso errore in commissione su di un emendamento della Lega tendente a cancellare il canone Rai, diede parere favorevole a nome del Governo.

Guido Castelli ed Elena Leonardi
A Civitanova si vota anche per le comunali, qualcuno (per poi “impallinarlo”?) vorrebbe candidato sindaco il consigliere regionale Pierpaolo Borroni ma l’interessato reclama – bontà sua – un posto da parlamentare. A Fermo abbiamo già detto di Andrea Putzu, vicinissimo al governatore Francesco Acquaroli. Ad Ascoli, fortino dei meloniani, è inattaccabile la posizione del commissario alla ricostruzione Guido Castelli che non nasconde l’ambizione di diventare ministro. Linea politica, e storia meloniana, a parte Castelli però nel caso si troverà a correre con l’andicap di arrivare dalle Marche, regione dal peso elettorale e specifico molto scarso. L’unico che ha voce in capitolo sul fronte della destra romana è il governatore Francesco Acquaroli che non sembra voglia lasciare Palazzo Raffaello, nemmeno per incarichi di governo. Il condizionale è comunque d’obbligo, mai dire mai.
In casa Lega c’è un solo posto sicuro e sarà occupato da chi andrà a vincere il prossimo congresso regionale: al di là dei sorrisi nelle foto ufficiali, il nome in pole è quello della deputata uscente e segretaria regionale Giorgia Latini. Già chiara, come detto prima, la posizione di Mauro Lucentini. Se – come nel 2022 – dovesse scattare un secondo nome con l’eventuale premio di maggioranza, il nome che circola è quello del consigliere regionale Nicolò Pierini, fortemente sostenuto da Mirco Carloni e in rotta di collisione invece con l’assessore Enrico Rossi.

Gianluca Pasqui e Francesco Battistoni
In Forza Italia silenzio tombale: solo echi viterbesi dell’uscente Francesco Battistoni che si ricandiderà. Il camerte Gianluca Pasqui valuta la situazione ma è molto probabile che non si voglia schiodare dalla ben retribuita poltrona di presidente di Consiglio regionale delle Marche con relativi staff e budget. Quanto alle liste minori, c’è da capire se Udc e Noi Moderati troveranno seggi “protetti” nelle Marche: per l’Udc incombe il vicentino Antonio De Poli mentre Noi Moderati resta in attesa dopo la serie di sberle ricevute in Regione. Cosa farà Futuro Nazionale del generale Roberto Vannacci? A prescindere dalla scelta di posizione, un candidato sicuro sarà sicuramente il sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica. Altro nome in auge a Pesaro è quello dell’avvocata Pia Perricci.

Romano Carancini e Irene Manzi
Il fronte del centrosinistra. Il Pd. Non si schioda la posizione della maceratese Irene Manzi, per lei candidatura blindata mentre a Macerata si registra l’attivismo dell’ex sindaco Romano Carancini. Come nelle migliori tradizioni dem, è bagarre nel Pesarese mentre per l’Ascolano sembra in volata verso una ricandidatura, l’onorevole Augusto Curti.

Matteo Ricci e Alessia Morani
L’europarlamentare Matteo Ricci vorrebbe rientrare nelle Marche per poi fare il deputato (lui magari negherà), operazione che permetterebbe ad Alessia Morani di entrare a Bruxelles.
Altro nome ricorrente è quello di Daniele Vimini. Ad Ancona il nome è quello dell’ex sindaca Valeria Mancinelli ma circolano diversi altri nomi: Manuela Bora, Antonio Mastrovincenzo e Maurizio Mangialardi. In terra fermana un nome che sta diventando sempre più ricorrente, si diceva, è quello dell’ex assessore regionale, oggi consigliere regionale, Fabrizio Cesetti. Quasi certa, invece, (come abbiamo detto prima) la candidatura dell’ex sindaca di Monterubbiano, Meri Marziali.
Quanto al Movimento 5 Stelle lo statuto dice che si possono fare tre legislature ma non consecutive e dunque dovrebbe uscire di scena l’uscente Giorgio Fede. Dovrebbe. Nel caso partita da giocare e possibili sorprese sul filo delle percentuali nei vari territori. Situazione da studiare anche per Alleanza Verdi Sinistra: nel Maceratese i nomi potrebbero essere quelli di Sandro Bisonni, Leonardo Piergentili e di Laura Ciommei.
Nel 2022 – con la legge che ha ridotto il numero dei seggi – nelle Marche sono stati eletti quindici parlamentari, nel turno precedente. Eletti alla Camera dei Deputati: il viterbese Francesco Battistoni (Forza Italia), il fanese Mirco Carloni (Lega), l’anconetano Stefano Maria Benvenuti Gostoli (Fdi) e l’ascolana Giorgia Latini (Lega). Poi la sambenedettese Lucia Albano (Fdi) e il pergolese Antonio Baldelli (Fdi). Per la Lega Riccardo Augusto Marchetti di Umbertide. Nel centrosinistra eletti la maceratese Irene Manzi (Pd) e Agusto Curti (Pd), ascolano di Force. Per il Movimento 5 Stelle l’ascolano Giorgio Fede. Eletti al Senato: il vicentino Antonio De Poli (Udc), la portorecanatese Elena Leonardi (Fdi). Con loro Guido Castelli (Fdi) e l’ascolano Roberto Cataldi per il Movimento 5 Stelle. Tre i marchigiani che nel 2022 sono stati catapultati ed eletti fuori regione: Laura Boldrini e Francesco Verducci (Pd) e Rachele Silvestri (Fdi).














