L’acqua non è soltanto una risorsa da distribuire, ma un patrimonio da conoscere, amministrare e proteggere. In un tempo segnato dall’alternarsi di siccità e precipitazioni estreme, dalla pressione sui sistemi idrici e dagli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici, la qualità della gestione pubblica diventa una questione strategica. Ed è proprio su questo terreno che Tennacola Spa ha portato a Trieste l’esperienza maturata nelle Marche, partecipando da protagonista al convegno internazionale “The Blu Way”, promosso dal Polo tecnologico Alto Adriatico nell’ambito del progetto Interreg Italia-Slovenia Wabin.
L’incontro, organizzato in occasione della celebre Barcolana e con la collaborazione di Tipicità in Blu, ha rappresentato un momento di confronto su una sfida che supera i confini nazionali: costruire, dopo oltre due anni di attività, una fotografia condivisa delle risorse idriche tra Italia e Slovenia. L’obiettivo è arrivare a una vera e propria contabilità dell’acqua, capace di mettere in relazione disponibilità della risorsa, consumi civili, agricoli e industriali, ricarica delle falde e conseguenze dei fenomeni climatici estremi. Conoscere l’acqua, in altri termini, per governarla meglio.
In questo scenario, il caso Tennacola è stato indicato come esperienza di riferimento sul tema “Il pubblico che funziona nel servizio idrico integrato”. A illustrare il modello di Tennacola Spa è stato il presidente Antonio Albunia, chiamato a raccontare un percorso nel quale innovazione tecnologica, controllo delle reti e attenzione alla sostenibilità concorrono alla gestione di un bene essenziale.
«Il progetto Italia-Slovenia ci vede tra i protagonisti e già questo è un fatto di per sé molto importante – osserva Albunia – Il modello adottato da Tennacola viene preso come esempio per quanto concerne la gestione delle acque. Non è la prima volta che veniamo invitati e le recenti certificazioni di qualità di cui siamo stati insigniti, oltre alle tesi di laurea dedicate al modello Tennacola discusse in importanti Atenei, ci hanno dato un respiro nazionale e internazionale».
Il riconoscimento ottenuto a Trieste, nella lettura del presidente, si inserisce dunque in un percorso più ampio: quello di una società pubblica che punta a trasformare l’efficienza gestionale in un risultato concreto per il territorio e per i cittadini. Una sfida che si misura soprattutto nella capacità di tenere insieme le diverse fasi del ciclo idrico, dall’approvvigionamento alla distribuzione, dalla raccolta delle acque reflue alla depurazione.
Uno dei punti centrali dell’intervento di Albunia ha riguardato la digitalizzazione della rete idrica, strumento che consente di monitorare il sistema e di individuare con maggiore tempestività eventuali anomalie. «La digitalizzazione oggi ci permette di avere la situazione sotto controllo in tempo reale e, in caso di rotture, di intervenire rapidamente, nel giro di poche ore».
È una trasformazione che riguarda il cuore stesso del servizio: ridurre i tempi di individuazione dei guasti significa limitare le perdite, contenere gli sprechi e migliorare la continuità dell’erogazione. Sul fronte della dispersione, Albunia sottolinea come Tennacola si collochi ben al di sotto della media nazionale, risultato che attribuisce a una serie di interventi realizzati sulla rete. Un dato che, al di là degli aspetti tecnici, richiama una questione decisiva per il futuro: in un contesto di crescente pressione sulla disponibilità idrica, ogni quantità d’acqua risparmiata rappresenta una risorsa preservata.
Il modello illustrato a Trieste non si esaurisce nella distribuzione. Un secondo ambito di lavoro è quello fognario, al quale si affianca l’impegno per rendere sempre più efficiente la depurazione. Su questo versante, la società sta valutando un progetto ancora in fase embrionale, con l’obiettivo di rendere più virtuoso l’intero ciclo.
A completare il quadro c’è la sostenibilità energetica, con l’attenzione rivolta al fotovoltaico e alle opportunità di sviluppo nell’intero territorio dell’Ato 4. Efficienza idrica ed efficienza energetica, in questa visione, procedono insieme: perché la tutela dell’acqua passa anche dalla capacità di contenere l’impatto ambientale delle infrastrutture necessarie a gestirla. Resta poi un elemento che, per Tennacola, rappresenta un motivo di orgoglio: la qualità dell’acqua erogata nei 27 Comuni serviti. «Parliamo di un’acqua di eccellente qualità, oligominerale, che costituisce un vanto per l’intera regione», afferma Albunia.
Il confronto internazionale, al quale ha preso parte anche Angelo Serri (patron di Tipicità), ha offerto anche l’occasione per allargare lo sguardo oltre reti, impianti e investimenti. In sala, a Trieste, erano presenti numerosi giovani studenti. Ed è proprio alle nuove generazioni che il presidente ha voluto rivolgere un messaggio, riportando il tema dell’acqua alla sua dimensione più essenziale: quella di un bene indispensabile alla vita, che nessuna tecnologia può rendere inesauribile. «È importante comprendere il valore dell’acqua, una risorsa vitale e imprescindibile per l’umanità. Dobbiamo farne un uso corretto, evitando gli sprechi, anche perché la popolazione è in aumento», sottolinea Albunia.
Da Trieste, dunque, Tennacola riporta nelle Marche non soltanto la testimonianza di un’esperienza gestionale, ma il riconoscimento di un lavoro che mette al centro il rapporto tra servizio pubblico, innovazione e tutela ambientale. La buona amministrazione dell’acqua si gioca nelle scelte quotidiane, nella manutenzione delle reti, nella rapidità degli interventi e nella capacità di programmare il futuro. Ma si gioca anche nella consapevolezza dei cittadini.
















