Non si placa il confronto politico e istituzionale sulla posizione del consigliere comunale Saturnino Di Ruscio, esponente di Servire Fermo, in merito alla questione della sua possibile decadenza dal Consiglio comunale per un contenzioso con l’ente. Con una nota, che riceviamo e pubblichiamo, lo stesso Di Ruscio chiarisce la propria posizione.
«Lo scrivente ha adempiuto, contrariamente a quanto affermato dall’Amministrazione nella delibera di Giunta comunale n. 313 del 29.09.2026 e nella proposta d’atto del Consiglio, all’atto unilaterale d’obbligo ovvero alla rinuncia agli atti del giudizio ai sensi dell’art. 306 del c.p.c., alla rinuncia al pagamento delle spese processuali da parte del Comune, agli interessi maturati e maturandi. Inoltre in data 28.9.2026, alle 11.57, ha trasmesso al Comune di Fermo l’atto del Notaio Ciuccarelli del 23.9.2026 con il quale, nell’ambito della divisione ereditaria, nel frattempo c’è stato il decesso di mia madre e quindi dopo l’atto di successione, ha trasferito i beni in questione con tutti i diritti, anche personali, alle sorelle. L’Atto non è citato nella delibera di Giunta suddetta. Pertanto non sono più titolare di alcun diritto né di alcuna pretesa in relazione ai predetti beni oggetto di contenzioso. Dal punto di vista sostanziale non ho più alcuna posizione in conflitto con il Comune di Fermo.
Il Comune di Fermo in data 28.9.2026, alle 13.56, dopo 1 ora e 59 minuti dalla mia consegna dell’atto di divisione, quindi quando era a conoscenza del fatto di non essere più titolare dei beni e dei diritti relativi ai beni in questione, ha notificato l’atto di citazione in giudizio presso la Corte d’Appello di Ancona, quindi ha reinserito lo scrivente nel contenzioso. Sotto il solo profilo formale, ma non sostanziale, in base all’ art. 111, 3° comma, domani mattina, 16 ottobre 2025, presenterò al Giudice della Corte d’Appello di Ancona la richiesta di immediata estromissione dal processo avendo ottenuto anche all’assenso delle sorelle».
«Il dato politico è: si può far decadere un consigliere comunale, privandolo di un diritto costituzionale, l’elettorato passivo, per un problema formale e non sostanziale che sarà risolto, come semplice presa d’atto, nel giro di qualche giorno dal Giudice della Corte d’Appello di Ancona? La Cassazione dice di NO.
Qualora il Consiglio comunale ritenga comunque necessario eliminare anche il profilo formale della parte processuale nel giudizio d’appello, basta che il Comune di Fermo presti il proprio assenso alla estromissione dello scrivente dal predetto giudizio ai sensi dell’art. 111, 3° comma, consentendo così la formalizzazione del subentro delle cessionarie del diritto controverso in ogni posizione processuale derivante dall’atto di divisione del 23 settembre 2026. Le vere motivazioni della posizione del Comune di Fermo sono molto chiare, sono un consigliere scomodo, ci sarà modo di parlarne più diffusamente nei prossimi giorni. Infine non posso che rilevare lo squallore degli interventi dei consiglieri della maggioranza nei miei confronti che alludono e adombrano fatti veri solo nelle loro teste. Questo è il nuovo che avanza?».


















