Fermo, si insedia il nuovo Consiglio: Pascali eletto presidente. Caso Di Ruscio, avviata la procedura di contestazione

FERMO - C'è la folla delle grandi occasioni per la prima seduta del Consiglio comunale di Fermo targato Scarfini, andato in scena questa sera a palazzo dei Piori. E non poteva essere diversamente. Caldo fuori, in piazza del Popolo, ma clima incandescente anche dentro dove oltre all'attesa per l'elezione del presidente della civica assise (i nomi in ballo erano alla viglia quelli di Pascali e Bargoni), i riflettori hanno finito per essere accesi inevitabilmente sul caso della presunta incompatibilità del consigliere Di Ruscio.

di Sandro Renzi (foto di Simone Corazza)

C’era la folla delle grandi occasioni per la prima seduta del Consiglio comunale di Fermo targato Scarfini, andato in scena questa sera a palazzo dei Priori. E non poteva essere diversamente. Caldo fuori, in piazza del Popolo, ma clima incandescente anche dentro dove oltre all’attesa per l’elezione del presidente della civica assise (i nomi in ballo erano alla viglia quelli di Giulio Cesare Pascali e Alessandro Bargoni, e che hanno visto poi eletto il primo dei due, con vicepresidente, dai banchi dell’opposizione, Angelica Malvatani), tutti i riflettori hanno finito per essere accesi inevitabilmente sul caso della presunta incompatibilità del consigliere Saturnino Di Ruscio.

Una vicenda scoppiata solo qualche giorno fa quando l’ex sindaco ha svelato pubblicamente di aver vinto in primo grado una causa civile intentata nei confronti del Comune, insieme alla famiglia, ben quattro anni fa. Sentenza dello scorso 28 maggio che ha aperto le porte ad una sua incompatibilità secondo gli uffici di via Mazzini. Non basta al Comune di Fermo infatti una sua rinuncia agli atti: visto il ruolo ricoperto in seno alla civica assise, per l’ente occorrerebbe, stando a quanto è stato comunicato allo stesso Di Ruscio dagli uffici, che ci sia anche una sua rinuncia all’azione e quindi al risarcimento del danno. Il Comune, va detto, avrebbe già valutato l’appello e la causa potrebbe riprendere in qualsiasi momento per il  secondo grado.

Andiamo con ordine, dopo la nomina degli assessori sono scattati i ripescaggi. Per Piazza Pulita sono entrati per surroga Elisa Bastarelli, Luigi Rocchi, Stefano Faggio, Edoardo Candidori e Matteo Luciani. Hanno preso il posto dei cinque colleghi di lista nominati in giunta. Per Non mi Fermo dentro Gionata Borraccini e Massimo Benedetti. Infine per la lista Insieme per Scarfini approda in Consiglio Alberto Trasatti dopo la nomina di Lauro Salvatelli ad assessore.

Ma è l’incompatibilità di Di Ruscio a tenere banco, forte dei suoi circa mille voti ottenuti alle urne, e a ricompattare alla fine anche la minoranza. Via il conflitto di interessi e stop al diritto di risarcimento o posto in Consiglio a rischio. Questo, in sintesi, lo scenario di fronte al quale è stato messo il consigliere. Di Ruscio è stato il primo a prendere la parola per illustrare la vicenda personale, rimarcando alcuni precedenti analoghi al suo. «Ho rinunciato agli atti ed estinto il processo per quanto riguarda la mia persona, ma l’estinzione della mia incompatibilità non è stata ancora accolta – ha detto – evidente che nel mio caso si cerca di eliminare i miei diritti futuri. Eppure ci sono tante sentenze che sono dalla mia parte. Insomma mi vogliono estromettere dal Consiglio, un atteggiamento da parte di questa Amministrazione poco chiaro nei miei confronti e della mia famiglia. Io qui resto, costi quel che costi, ma sarà sempre meno di quello che costerà a tutti voi» il monito di Di Ruscio.

Il presidente del Consiglio di Fermo, Giulio Cesare Pascali

L’assessore Alessandro Ciarrocchi, a nome dell’esecutivo, ha provato a gettare acqua sul fuoco. «Ad oggi la procedura deve andare avanti ma non necessariamente concludersi con la sua estromissione – ha detto l’assessore rispolverando alcuni tecnicismi legali – Siamo in una fase particolare, da qui alla prossima seduta del Consiglio si potrà trovare una soluzione. Auspico che questa pendenza possa essere rimossa, la causa però è ancora pendente materialmente, e spero che Di Ruscio possa fare un’altra proposta accoglibile».

Botta e risposta con quest’ultimo che ora pretende risposte dalla giunta Scarfini e non dal Consiglio. Il segretario Dino Vesprini è intervenuto per fare chiarezza: si avvia un procedimento e non la decadenza, necessario per esaminare i documenti presentati da Di Ruscio. Dieci giorni di tempo per una risposta, il termine richiesto da Di Ruscio per andare avanti con il procedimento. Lavori presieduti dalla consigliera anziana, Paola Gaggia. E’ poi la volta del sindaco Scarfini. «Massima attenzione ad analizzare i documenti prodotti». E se la maggioranza ha approvato l’avvio della procedura di contestazione dell’incandidabilità di Di Ruscio, l’opposizione ha optato per l’astensione. Non senza qualche difficoltà legata alle procedure di informatizzazione per il voto.

Tutta in discesa, o quasi, invece la discussione per l’elezione del presidente e vicepresidente della civica assise. E’ stato il consigliere Bargoni di Fermo Forte a presentare un ordine del giorno, che ha valore più che altro simbolico, per chiedere che il Consiglio inviti il neo presidente a rinunciare a metà della sua indennità. «Certo di rappresentare la volontà popolare – ha detto Bargoni – riteniamo che la funzione politico-amministrativa del presidente del Consiglio si distingua da quella della giunta, e poiché rientra nei costi della politica (l’indennità è pari a 52mila euro lordi all’anno), a parere del nostro gruppo la cifra è eccessiva anche in considerazione della contingenza economica. Io ad esempio ricoprirei l’incarico a costo zero, ma ciascuno fa le sue scelte. Peraltro il numero degli assessori è salito a nove ed i costi aumenteranno alla fine della legislatura».

Dalla maggioranza, per voce del consigliere Candidori, la proposta unanime di proporre la candidatura di Giulio Pascali, con lui la lista Piazza Pulita fa cosi en plein. «Una delle colonne portanti di questa maggioranza» è stato definito Pascali. Giacomo Alesiani la proposta di FdI per voce di Rossano Romagnoli. Dal centrosinistra la scelta di votare scheda bianca. Voto a quel punto scontato e Pascali eletto al secondo scrutinio segreto.

I cittadini che hanno seguito la prima assise

Il presidente del Consiglio, Giulio Cesare Pascali

Il sindaco Alberto Maria Scarfini

Paola Gaggia lascia lo scranno del presidente a Giulio Cesare Pascali

Al centro il sindaco Alberto Scarfini. Alla sua sin. il presidente del Consiglio, Giulio Cesare Pascali. Alla sua destra il vicesindaco Mauro Torresi

Al centro il sindaco Alberto Scarfini. Alla sua sin. il presidente del Consiglio, Giulio Cesare Pascali.

La giunta Scarfini


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