Edoardo Candidori

Riceviamo dal capogruppo di Piazza Pulita, Edoardo Candidori, la sua risposta al consigliere di Servire Fermo, Saturnino Di Ruscio, e pubblichiamo: 

«Solito tentativo di spostare il confronto: toni minacciosi, richiami a inesistenti reati e annunci di scandali, mentre le domande di merito restano senza risposta. Ma stavolta l’uscita del consigliere Di Ruscio costituisce un autogol clamoroso. C’è, in effetti, un refuso nella mia precedente dichiarazione: la sua prima diffida risarcitoria risale addirittura al 2020, quando ricopriva a tutti gli effetti, come anche da lui sottolineato, l’incarico di dirigente del Patrimonio. Ci sarebbe addirittura una mediazione a sua firma introdotta contro il comune di Fermo nello stesso anno ed una successiva diffida del 2021. Dettagli tutt’altro che secondari, che rendono ancora più importante ricostruire con precisione la sequenza degli atti e delle responsabilità.

Respingiamo le accuse e invitiamo il consigliere a fare altrettanto con le polemiche, concentrandosi sui fatti. Più che impartire lezioni, farebbe bene a ricordare gli atti compiuti prima nella veste di sindaco e poi in quella di dirigente. Resta, infatti, una domanda politica precisa, alla quale non abbiamo ancora ricevuto una risposta: perché i cittadini fermani e i suoi elettori non sarebbero stati messi a conoscenza della pendenza di una causa risarcitoria nei confronti del Comune, un ente che ha amministrato a lungo prima come sindaco e poi come dirigente? Prendiamo atto che, anziché chiarire questo punto, il consigliere preferisce contestare chi pone la domanda. Per contribuire a una ricostruzione trasparente dei fatti e consentire a tutti di farsi un’opinione sulla base degli atti, lo invito a pubblicare la diffida risarcitoria, la richiesta di mediazione e la delibera della Giunta comunale dell’epoca relativa all’approvazione del progetto dei marciapiedi, di cui si parlerà nel prossimo consiglio comunale. Gli atti, le date e le responsabilità istituzionali meritano chiarezza. Noi continueremo a porre domande legittime e puntuali. Resta da capire se, prima o poi, arriverà anche una risposta altrettanto puntuale nel merito. La prossima puntata, se possibile, la lasciamo alle risposte. Quelle sui fatti».

 

 

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