
Duemila euro di maggiori costi al mese per un autotrasportatore che lavora con un solo mezzo pesante: è l’impatto stimato dell’aumento del gasolio, calcolato su circa 100 euro in più al giorno per 20 giorni lavorativi. Una spesa che mette in seria difficoltà le imprese individuali e che assume dimensioni ancora più pesanti per le aziende con più veicoli. Intanto, l’autotrasporto è sul piede di guerra e l’ipotesi di sciopero si fa sempre più concreta. Nel Sud Italia le iniziative spontanee di protesta sono in corso già da almeno una settimana.
«Il disagio della categoria è reale e non può più essere sottovalutato afferma Andrea Caranfa, segretario Cna Fermo – i rincari comprimono ulteriormente margini già ridotti e spesso non sono recuperabili attraverso le tariffe. Una situazione che si inserisce in un quadro più ampio, già denunciato da Cna Fermo nei giorni scorsi: il caro energia e carburanti mette sotto pressione i bilanci delle piccole e medie imprese, limita la capacità di investire e rischia di compromettere la continuità delle attività».
Per Cna Fermo è necessario che il confronto con il Governo, già programmato per il prossimo 27 ottobre tra le organizzazioni dell’autotrasporto e i Ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti e dell’Economia e delle Finanze, porti rapidamente a soluzioni concrete. «Comprendiamo le ragioni della mobilitazione – sottolinea Emiliano Tomassini, presidente Cna Fermo e vicepresidente nazionale Cna Fita – perché non bastano interventi temporanei: servono strumenti strutturali che consentano alle imprese di affrontare gli aumenti e di non farsene carico da sole».
Tra le priorità, per Tomassini «cè senza dubbio il meccanismo automatico di adeguamento dei corrispettivi al variare del prezzo del gasolio, così da distribuire lextracosto in modo trasparente lungo la filiera. Un intervento non rinviabile».
In questo modo si eviterebbe di scaricare sulle aziende un onere che rischia di comprometterne la sostenibilità economica.
«Ricordiamo – chiosano i vertici Cna Fermo – che la crisi dellautotrasporto riguarda lintero sistema produttivo: se le aziende di trasporto non riescono a sostenere i costi, le conseguenze si estendono alla logistica, alla distribuzione delle merci e alla competitività delle imprese. E’ urgente dare seguito agli impegni assunti e intervenire con misure efficaci e tempestive, per evitare che il rincaro dei carburanti si traduca in nuove chiusure, perdita di occupazione e ulteriore indebolimento del tessuto economico territoriale».














