Stanno per cominciare i lavori di miglioramento sismico e riqualificazione della sede municipale di Smerillo (Fm), edificio strategico che ospita anche l’ufficio postale e l’ambulatorio comunale. Con un decreto dell’Ufficio Speciale Ricostruzione è stata infatti disposta la liquidazione di 464.382 euro, a fronte di un finanziamento complessivo di 1.116.000 euro.
L’intervento riguarda il recupero dell’edificio comunale di via Dante Alighieri, dichiarato inagibile a seguito degli eventi sismici del 2016/2017 e da allora non più utilizzabile come sede istituzionale.
«Con il trasferimento delle risorse necessarie all’avvio del cantiere compiamo un altro passo concreto nel percorso di rinascita dei nostri territori – sottolinea il commissario straordinario, Guido Castelli -. La sede municipale di Smerillo rappresenta un presidio fondamentale per la vita della comunità e per l’erogazione dei servizi pubblici. Restituire ai cittadini un edificio sicuro, accessibile ed efficiente significa rafforzare la capacità amministrativa dei piccoli borghi e contribuire alla loro vitalità sociale. Ringrazio il Comune, l’Usr e tutti i tecnici coinvolti per il lavoro svolto, nonché la Regione guidata dal presidente Acquaroli: adesso possiamo guardare con fiducia all’apertura del cantiere e alla concreta realizzazione dell’opera».
«Con l’apertura ufficiale del cantiere per il ripristino della nostra sede comunale, ferita dal terremoto del 2016, segniamo un passaggio fondamentale nel percorso di rinascita del nostro borgo. La casa Comunale non è solo un edificio: è il cuore pulsante dei servizi, il simbolo dell’istituzione vicina ai cittadini e la casa di tutti noi. Vedere finalmente al via questi lavori rappresenta un segnale concreto di speranza e la dimostrazione che la tenacia della nostra amministrazione e la pazienza della nostra gente stanno portando i frutti sperati. Questo intervento non è un episodio isolato, ma il primo tassello di una visione strategica più ampia per il rilancio di Smerillo. Parallelamente al cantiere del Municipio, sono in fase di avvio e programmazione diversi altri interventi decisivi per le nostre infrastrutture, la valorizzazione del centro storico, la tutela del territorio e il sostegno alle attività locali. Desidero ringraziare la Struttura Commissariale, la Regione, i tecnici, le imprese coinvolte e tutti coloro che hanno lavorato con dedizione per far partire quest’opera. Guardiamo avanti con rinnovata fiducia e con la consapevolezza che ogni singolo cantiere che si apre è un passo verso un futuro più solido, vivace e sicuro per Smerillo e per tutti i suoi abitanti» ha aggiunto il sindaco Tonino Severini.
I lavori prevedono il consolidamento delle murature, la sostituzione e il rifacimento dei solai, il recupero della copertura, l’adeguamento sismico della struttura, il rifacimento degli impianti, l’efficientamento energetico e l’eliminazione delle barriere architettoniche attraverso l’installazione di un ascensore. Al termine dell’intervento l’edificio tornerà a ospitare gli uffici comunali, l’ufficio postale, l’ambulatorio medico, la sala consiliare e gli altri servizi pubblici a beneficio della comunità.
Intanto il Commissario straordinario alla Ricostruzione del sisma 2016, commentando la cerimonia di intitolazione a San Benedetto da Norcia svoltasi ieri nella sede dell’Europarlamento, parla di un «riconoscimento alle radici dell’Europa e alla rinascita dell’Appennino. A dieci anni dal sisma, il nome del Patrono d’Europa a Strasburgo assume un valore ancora più profondo. Ricostruire significa custodire la nostra storia e restituire futuro alle comunità».
«L’intitolazione di una sala del Parlamento europeo di Strasburgo a San Benedetto da Norcia rappresenta un riconoscimento di grande valore storico, culturale e spirituale. Un omaggio al Santo Patrono d’Europa, alla tradizione benedettina e a quei valori di lavoro, solidarietà e comunità che hanno contribuito a costruire l’identità del nostro continente. Ma è anche un segnale particolarmente significativo per Norcia e per tutti i territori dell’Appennino centrale, a dieci anni dal terremoto del 2016».
«Il 30 ottobre di dieci anni fa il crollo della Basilica di San Benedetto divenne una delle immagini simbolo della tragedia che aveva colpito il Centro Italia. Oggi quella Basilica è tornata a essere un luogo di preghiera e di incontro, dopo un complesso intervento di ricostruzione. Vedere il nome di San Benedetto entrare anche nelle istituzioni europee significa riconoscere il valore universale di una storia che appartiene a Norcia, ma parla a tutto il continente».
Il Commissario sottolinea come la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma sia strettamente legata alla tutela del patrimonio storico e culturale.
«Non stiamo semplicemente ricostruendo edifici. Stiamo restituendo alle comunità luoghi nei quali riconoscersi e ritrovare le proprie radici. La Basilica di San Benedetto rappresenta uno degli esempi più importanti di questo percorso. La sua rinascita dimostra come sia possibile ricomporre ciò che il terremoto ha distrutto, conservando la memoria e creando le condizioni per guardare avanti».
Castelli rivolge quindi un ringraziamento ai promotori dell’iniziativa.
«Desidero ringraziare Nicola Procaccini, Antonella Sberna, Carlo Fidanza, Marco Squarta e il gruppo dei Conservatori e Riformisti europei per aver sostenuto questo riconoscimento. La presenza del nome di San Benedetto nel Parlamento europeo ci ricorda che le radici culturali e spirituali dell’Europa costituiscono un patrimonio da custodire e trasmettere alle nuove generazioni».
«A dieci anni dal sisma, mentre prosegue a ritmo serrato e speditamente il lavoro di ricostruzione per restituire piena vitalità ai borghi dell’Appennino, questo omaggio assume anche il significato di un riconoscimento alla tenacia delle nostre comunità. Norcia ha saputo rialzarsi e continua a farlo. Il messaggio di San Benedetto, fondato sul valore del lavoro e sulla responsabilità verso gli altri, resta un riferimento prezioso anche per il percorso di ricostruzione e di rinascita che stiamo portando avanti»
«In questo percorso si inserisce anche il percorso di accompagnamento della candidatura di Norcia e della Civitas appenninica a Capitale europea della Cultura 2033, che la Struttura commissariale sostiene convintamente. È un progetto che valorizza l’identità benedettina della città, il suo patrimonio storico e spirituale e la capacità delle comunità colpite dal sisma di trasformare la ricostruzione in una nuova occasione di sviluppo. Norcia può rappresentare, anche attraverso questa candidatura, un modello di rinascita nel quale cultura, memoria e futuro camminano insieme.», conclude Castelli.
















