L’Arma dei Carabinieri, attraverso i suoi reparti specializzati Forestali, mantiene un presidio costante per la salvaguardia del patrimonio paesaggistico e la repressione degli illeciti ambientali, contrastando attivamente lo smaltimento illegale dei rifiuti a tutela della salute pubblica.

A Pedaso, i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Fermo, a conclusione di un’articolata attività di indagine, hanno denunciato due persone. Si tratta dei rappresentanti legali della società committente e dell’impresa esecutrice dei lavori presso un cantiere edile del territorio. Durante i sopralluoghi, i militari hanno accertato la presenza di un deposito temporaneo non autorizzato, costituito da scarti da demolizione edile per un volume stimato in circa 3.800 metri cubi, in aperta violazione delle normative ambientali sulla gestione dei rifiuti. Per tali illeciti, sono state immediatamente applicate le prescrizioni previste dalla legge per il ripristino dello stato dei luoghi.

Sempre sul fronte della tutela ambientale e del contrasto allo smaltimento illecito, a Monteleone di Fermo, a seguito di una segnalazione giunta al numero di emergenza ambientale 1515, i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Castignano hanno denunciato per combustione illecita di rifiuti un uomo di circa 70 anni. L’immediato intervento dei militari ha permesso di accertare che l’uomo ha smaltito illecitamente, dandovi fuoco, un cumulo di rifiuti non pericolosi all’interno di un’area agricola adiacente alla propria abitazione. Tra i materiali dati alle fiamme e abbandonati sul suolo figuravano bottiglie di plastica, vecchi stracci e coperte, componenti di mobili in legno, oltre a carta, cartone e scarti vegetali.

L’Arma dei Carabinieri ricorda che l’illecito smaltimento e l’abbruciamento dei rifiuti, oltre a deturpare il paesaggio, causano gravi danni all’ecosistema immettendo sostanze inquinanti nell’aria e nel suolo. I cittadini sono invitati a collaborare attivamente per la protezione del territorio segnalando eventuali roghi o discariche abusive, contribuendo così a preservare l’ambiente.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA