Quattro giorni di incontri, esperimenti e laboratori, con oltre 270 eventi ospitati in 19 luoghi del centro storico. Si è conclusa domenica la decima edizione di Fermhamente, il Festival della Scienza che dal 22 al 25 ottobre ha trasformato Fermo in un laboratorio diffuso, coinvolgendo scuole e pubblico tra piazze, palazzi storici, teatri e musei. Promossa dal Comune di Fermo attraverso l’assessorato alla Cultura, con la produzione di Labilia srl, la manifestazione ha avuto la direzione scientifica di Andrea Capozucca e la produzione esecutiva di Mauro Labellarte. Al centro di questa edizione il tema «Oltre», filo conduttore di un programma pensato per avvicinare il pubblico alla ricerca attraverso il confronto diretto con chi la pratica ogni giorno.

 

«Oggi, più che mai, è necessario superare una visione statica o accademica della scienza per trasformarla in un “laboratorio vivente” nel quale, guidati da chi quel mondo lo abita ogni giorno, la ricerca può trasformarsi in un’avventura dinamica e senza barriere», spiega Capozucca. Un approccio che punta sulla partecipazione: «La scienza deve essere accessibile a tutti, non tanto per i contenuti specifici, quanto per l’impresa che c’è dietro e che coinvolge i ricercatori, che sono uomini e donne con i quali il pubblico ha la possibilità di interagire dal vivo per connettersi con il mondo in modi nuovi – aggiunge il direttore scientifico –. È così che la semplice divulgazione può diventare comunicazione e sfidare il pubblico a fare più che a osservare passivamente, spingendolo a riflettere sui significati e i valori più profondi insiti nella pratica scientifica».

 

Tra le proposte del festival, il laboratorio dell’Istituto Italiano di Tecnologia dedicato al funzionamento e all’utilizzo del robot spaziale Rosaia e la «Big Bang Machine», un’installazione immersiva mobile che, a bordo di un van, ha accompagnato i visitatori in un viaggio virtuale nello spazio e nel tempo fino alle origini dell’Universo. Spazio anche alla ricerca con «A caccia di onde gravitazionali», a cura di EGO-Virgo, e al laboratorio «A caccia di spettri: alla scoperta della luce», curato da Sandra Maura e Sara Ricciardi dell’Istituto Nazionale di Astrofisica.

 

Tecnologia e benessere si sono incontrati in «MAYA: uno specchio per amico», il laboratorio curato da Sara Colantonio dell’Istituto di Scienze e Tecnologie dell’Informazione del Cnr di Pisa. I partecipanti hanno potuto sperimentare uno specchio intelligente che, attraverso un sistema di visione artificiale, segue in tempo reale gli esercizi fisici e restituisce indicazioni sulla correttezza dei movimenti e sulla qualità dell’esecuzione.

 

Soddisfazione da parte dell’amministrazione comunale. «Bello vedere il centro storico brulicare di ragazzi e scolaresche – commenta il sindaco Alberto Maria Scarfini –. Ancora una volta Fermhamente ha dimostrato di saper muovere le giovani generazioni all’insegna della conoscenza. Un grazie agli organizzatori per una decima edizione di grande interesse».

 

«Un’altra edizione va in archivio, mettendo a bilancio esperienze e informazioni che resteranno sicuramente nella mente e nel cuore di tutti quei ragazzi che hanno vissuto i vari appuntamenti del Festival – aggiunge l’assessora alla Cultura Micol Lanzidei –. Fermhamente si conferma, dunque, come un evento di grande spessore e interesse, che qualifica il programma autunnale della città apportando valore aggiunto all’offerta culturale e didattica».

 

Ad alcuni appuntamenti hanno partecipato anche sei giovani e due accompagnatori di Anglet, città gemellata con Fermo, presenti per un tour di conoscenza del territorio. Il festival ha il patrocinio di Regione Marche, Comune di Fermo, Ambito XIX, Ast, Fermo Musei e delle quattro università marchigiane di Ancona, Camerino, Macerata e Urbino. A sostenerlo Coop Alleanza 3.0, Skilla, cooperativa Il Faro, Fondazione Carifermo e Getby.

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