«La denuncia della consigliera regionale PD Valeria Mancinelli solleva una questione di rilevanza nazionale. L’ipotesi che le risorse destinate alla ricostruzione post-terremoto siano finite negli affari della criminalità organizzata è gravissima. Chiediamo al governo di riferire in Parlamento e alla Commissione parlamentare antimafia di intervenire». Lo dichiara Sandro Ruotolo, europarlamentare e membro della segreteria del Partito Democratico. (A chiamare in ballo la premier, oggi, anche il consigliere regionale Pd, Fabrizio Cesetti, ndr)
«L’inchiesta della Dda e della Guardia di Finanza di Ancona ha portato a otto arresti, 51 indagati e sequestri per oltre 57 milioni di euro. Secondo gli inquirenti, attraverso un sistema di prestanome e subappalti, parte dei lavori sarebbe stata affidata a società collegate alla ’ndrangheta e ai Casalesi, fazione Zagaria. Per l’imprenditore Crucianelli il gip non ha riconosciuto l’aggravante mafiosa. Nell’inchiesta per corruzione è stato arrestato anche Fabio Pistarelli, già capo di gabinetto del presidente Acquaroli. Nel rispetto della presunzione di innocenza, chiediamo ad Acquaroli di chiarire quali segnalazioni avesse ricevuto sul suo collaboratore, quali verifiche siano state effettuate e se ne sia stata informata la magistratura. Al commissario Castelli chiediamo come sia stato possibile aggirare i controlli antimafia e quali misure intenda adottare. Sosteniamo la denuncia di Mancinelli e porteremo questa vicenda all’attenzione nazionale. La ricostruzione è un dovere dello Stato verso comunità già duramente colpite. Quei fondi devono servire a ricostruire case e futuro, non ad arricchire criminali e corrotti. La politica ha il dovere di fare piena luce».















