Angelica Malvatani

Riceviamo dalla consigliera comunale di opposizione Angelica Malvatani (Fermo Città Comune) e pubblichiamo:

«Uno sciopero da condividere: al fianco degli studenti fermani

Il mondo tutto ci fa vedere che i giovani si stanno aprendo un varco per farsi vedere e sentire. Scendono in piazza anche a Fermo: venerdì mattina gli studenti, saranno per strada per far sentire la loro voce, per non essere invisibili.

Protestano per il costo del trasporto scolastico, per le condizioni degli autobus spesso troppo affollati. Si fanno sentire perché sentono gli edifici scolastici poco sicuri e poco accoglienti, perché escono da scuola nel primo pomeriggio e prima delle 17 non hanno gli autobus per casa. Perché il mondo degli adulti non è abituato più ad ascoltarli, perché sono dentro un sistema che non fa caso alle loro esigenze.

Questo è uno sciopero da condividere. Faccio un appello agli amministratori provinciali e comunali: subito un tavolo permanente per coinvolgere gli studenti e il mondo della scuola nelle decisioni che li riguardano.  Loro saranno al Terminal alle 8 di venerdì per poi raggiungere la Provincia a piedi.

Ed io, per quel mondo di centro sinistra che mi ha portato a rappresentarli in Consiglio Comunale, chiedo, agli amministratori comunali, a quelli provinciali, alle forze dell’ordine: ascoltateli, leggete i loro cartelloni, fermatevi a ragionare con loro. Resterete stupiti dalla loro profondità, dalla voglia che hanno di capire perché non ci si sforza mai di ragionare con loro, a trovare soluzioni che possano andare bene per tutti. Capirete anche la rabbia che a volte li attraversa, riusciremmo così anche a prevenire i loro errori, ad accogliere chi si sente privo di cittadinanza, a far sentire parte di questo mondo anche chi se ne sente escluso.

Per quel mondo della scuola che vivo da insegnante e da madre, vi dico che le difficoltà che sopportano sono frutto di tagli, risparmi, ridimensionamenti, di riforme su riforme che hanno impoverito il sistema scuola. Una scuola che esclude, che mette tetti agli studenti stranieri, che sceglie la settimana corta senza pensare ai servizi, ai luoghi d’attesa, agli spazi di studio, ai pasti di questi ragazzi che hanno bisogno di una mensa, di cibo sano, di stare insieme in maniera sicura.

Io so che venerdì 6 novembre bisogna ascoltarli, i nostri ragazzi, sono i figli di tutti, i figli del precario, del dipendente pubblico, del barista e del poliziotto: sono gli studenti che abbiamo di fronte, i fermani di oggi e di domani.

È il tempo delle giovani generazioni, dobbiamo loro tendere la mano perché questo mondo lo abbiamo costruito noi. Loro sono il futuro che costruiremo insieme, sono sui pullman la mattina presto, al freddo il pomeriggio, seduti sul marciapiede, coi libri pesanti nello zaino, con la solitudine di chi non si sente ascoltato. Continuano a dire, da anni, che a Fermo hanno bisogno di uno spazio in cui incontrarsi, in cui consumare un pasto, in cui connettersi e magari pure studiare. Vedono spazi liberi, chiusi, vuoti, d’aprire o da prenotare, (Buc-Machine, Spazio Betti, Ex Mercato Coperto, San Carlo) e nessuno che ricorda che loro non hanno ancora un luogo dove ritrovarsi.

La nostra coalizione ha firmato con loro un impegno in campagna elettorale e non dimentica. Il futuro che verrà dipende da come gestiremo questo momento di protesta e partecipazione. Ricordiamoci chi eravamo noi, pensiamo a come li vogliamo. Non sprechiamo questa occasione».

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