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Tutti in piedi per Emmanuel,
il consiglio approva
il documento anti-razzismo

martedì 12 luglio 2016 - Ore 16:13
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Il racconto di un migrante nel corso del consiglio comunale di Fermo

 

Consiglio Comunale Emmanuel

 

di Paolo Paoletti

Il consiglio comunale della città di Fermo esprime la ferma condanna per l’uccisione di  Emmanuel  Chidi Namdi conseguente alla violenza innescata da un inconcepibile e gratuito insulto di carattere razzista  che mai per modalità e contenuti deve essere tollerato nella nostra comunità“. Inizia così il documento unico condiviso votato oggi pomeriggio all’unanimità nel corso dell’assemblea cittadina convocata per condannare il tragico fatto dello scorso 5 luglio. A darne lettura la presidente del consiglio comunale Lorena Massucci. Presenti in aula una rappresentanza dei ragazzi migranti che hanno trovato ospitalità a Fermo (Gus, Sprar) e suor Rita Pimpinicchi con alcuni ospiti del seminario arcivescovile. Seduta che si è aperta con un minuto di silenzio in memoria di Emmanuel e con un ricordo, da parte del consigliere di Fermo Libera Gianluca Tulli, del grave lutto che ha colpito l’ex vice sindaco e consigliere Michele Rastelli.

E’ stata poi la volta della lettura del documento. “Il più profondo dolore per la morte di un ragazzo – ha proseguito la presidente Massucci –  che fuggiva da atrocità avvilenti per trovarsi finalmente protetto in questa città, ed un forte cordoglio nei confronti della moglie di Emmanuel, Chynierie, che in questi giorni sta vivendo un dramma, per cui ogni parola, pur di conforto, risulterebbe comunque superflua”.

“Un’incondizionata fiducia – ha proseguito la presidente del consiglio – nella magistratura per la ricostruzione della dinamica dei fatti che hanno portato all’ingiustificabile morte di Emmanuel. L’auspicio è di un sempre maggiore impegno da parte di tutte le realtà politiche, istituzionali, sociali e associative per monitorare e contrastare ogni tentativo d’infiltrazione o di spontanea sedimentazione nella nostra comunità di sentimenti o pulsioni di matrice razzista“.

Consiglio Comunale Emmanuel 4

 

Assise cittadina che nel documento esprime inoltre: “La propria preoccupazione per l’innalzamento di uno strisciante clima d’insofferenza nei confronti di emigranti in tutto il territorio nazionale che suscita fenomeni di violenza oggi manifestati a Fermo ma che ogni giorno vengono nascosti e poi evidenziati in altre città d’Italia alimentati da fattori concomitanti in grado di creare effetto moltiplicativo. Come l’esasperazione  della crisi economica e sociale che ha portato molti cittadini e molte famiglie alla percezione di essere sottoposti ad un flusso immigratorio incontrollato che incide negativamente sul livello di sicurezza percepito nelle comunità, associate alla diffusione ad arte di notizie non veritiere, al fine di esasperare il clima di non tolleranza nel Paese“.

Consiglio che ha poi esortato le autorità nazionali ed europee a trovare una soluzione certa all’emergenza migranti e alla regolarizzazione degli immigrati già presenti: “Troppo spesso incastrati nella rete dello sfruttamento anche lavorativo delle aziende di tutto il territorio nazionale”.

Il massimo organo di rappresentanza ha infine ribadito: “ Con forza e convinzione la storia, i principi e le tradizioni di solidarietà ed accoglienza della nostra città. La cultura dell’integrazione è rappresentata dalla presenza e dalla crescita di numerose associazioni e realtà del terzo settore, che hanno permesso alla comunità fermana nel corso degli anni di essere presa d’esempio per i sentimenti e le pratiche diffuse di accoglienza e tolleranza, e dell’opera dei nostri istituti d’insegnamento che negli anni hanno accolto tanti giovani provenienti da tutto il mondo” . Ribadita anche la condanna per la strumentalizzazione: “Politiche e mediatiche che sono state messe in atto in questa triste vicenda”. 

La seduta è proseguita con le testimonianze di alcuni ragazzi rifugiati, scappati dalla guerra nel loro paese, per cercare la salvezza in Italia. Il primo a parlare è stato Saidou,  ha raccontato di aver perso in una sola notte tutta la sua famiglia: “Sono svenuto e al mio risveglio la casa era allagata di sangue dei miei genitori, dei miei fratelli e delle mie sorelle” (video).

Il sindaco Paolo Calcinaro ha ringraziato tutti i consiglieri per il lavoro fatto per licenziare il documento congiunto: “Per essere veramente da esempio per molte altre realtà”.

Subito dopo riunione congiunta del consiglio regionale, e di quello provinciale.  Don Franco Monterubbianesi, storico fondatore della Comunità di Capodarco, ha ribadito: “Questa riunione deve essere un punto di inizio fattivo, dobbiamo sottolineare che non esiste solo la povertà economica, ma c’è anche la povertà delle azioni sociali, abbiamo ridotto il welfare a nulla. Gli immigrati hanno un grande valore morale per tutti, possono insegnarci a costruire“.

 

Consiglio Comunale Emmanuel 2

Consiglio Comunale Emmanuel 3

 

 


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