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Boccia lancia da Fermo il fondo
di solidarietà Confindustria

sabato 17 dicembre 2016 - Ore 11:46
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L'intervista al presidente di Confindustria Fermo Giampietro Melchiorri

di Paolo Paoletti e Giorgio Fedeli

Vicinanza alle aziende terremotate. Questo lo spirito della visita odierna del presidente nazionale di Confindustria Vincenzo Boccia. Prima tappa l’hotel Royal di Casabianca di Fermo dove si sono ritrovati  i presidenti di Confindustria Marche, Lazio, Umbria e Abruzzo, ovvero le regioni che sono state colpite dal sisma. Con loro anche il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli,  il commissario straordinario Vasco Errani, Fabrizio Curcio capo della protezione civile nazionale e il direttore Roberto Orefecini. In platea anche il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro e diversi imprenditori.  A fare da padrone di casa il presidente di Confindustria Fermo Giampietro Melchiorri. E proprio da Fermo Boccia ha lanciato: “La creazione di un fondo di solidarietà interno di Confindustria. Imprese che aiutano imprese. Una raccolta facoltativa tra le oltre 160 mila imprese di Confindustria che andranno ad  aiutare altre imprese. In un momento di emergenza la comunità di Confindustria è vicina a se stessa”. Aiuti che saranno così distribuiti: “Il 10 per cento sarà dedicato al mondo della scuola e dell’università, un altro 10 per cento alla società civile e l’80 per cento a imprese associate che hanno avuto danni dal terremoto. Siamo pronti a passare dal resistere al reagire”.

“Il terremoto ha cambiato le nostre abitudini e i nostri comportamenti – ha esordito Melchiorri –  anche dei nostri figli, speriamo presto di poter disporre di una fotografia definitiva della situazione che ci faccia superare questa situazione di emergenza.  Tra questi strumenti pensiamo al progetto PGE, realizzato da un nostro associato Roberto Cardinali, e diventato punto di riferimento a livello nazionale”. Il Piano Gestione Emergenze è un idea partita dopo il terremoto dell’Emilia che permette d’intervenire e capire come portare nel territorio l’idea di solidarietà in maniera quanto mai concreta. Un piano che è già stato provato, ha funzionato, ed ha un protocollo d’intesa firmato con la Protezione Civile.  Trovare il modo d’intervenire per garantire lavoro e ricostruire con una prospettiva futura.

Roberto Cardinali (al centro) ideatore del PGE con Fabrizio Curcio e lo staff della protezione civile

Presidente Melchiorri che ha aggiunto: “Confindustria Fermo è pronta a fare la sua parte come ha sempre fatto. Voglio fare un appello a tutte le istituzioni, ricordando una frase del presidente Boccia che ha detto come sia importante dare priorità all’economia reale, questo territorio nasce e  si sviluppa ed è cresciuto con l’economia reale. Aiutateci a farla ripartire perche ora la crescita è zero”.

Sulla stessa linea anche il presidente di Confindustria Marche Bruno Bucciarelli; “Mi sono trovato allineato con la politica del commissario Errani, bene la priorità alle scuole ma subito dopo ci sono le imprese, se non riparte l’attività produttiva è inutile che facciamo le case. Dobbiamo tornare a portare lavoro nei territori colpiti”.

Presidente Luca Ceriscioli che ha parlato di quanto sia importate un’informazione adeguata per coloro che hanno bisogno degli strumenti necessari per rimettersi in moto: “Ho potuto da subito sentire l’interesse, l’impegno e la sensibilità  del presidente nazionale  di Confindustria rispetto a come sono state colpite le Marche. Il lavoro va avanti, c’è stato un ottimo impegno del commissario Errani per stabilire le priorità. Scuole e imprese: sono stati i due punti sui quali vogliamo rifondare l’inizio della ripartenza del sistema. La comunità colpita ha bisogno di nuove scuole per mettere insieme i bambini e riunire le comunità. Come riparte una scuola, c’è di nuovo il sentimento indentitario di una comunità che si rimette in moto.  Il secondo punto fondamentale sono le imprese. Senza economia non possiamo ripartire”. Sul pagamento delle strutture ricettive che ospitano i terremotati del sisma di ottobre, il governatore garantisce: “Da lunedì inizieremo a pagare le strutture che ospitano i terremotati. Abbiamo dovuto fare delle complesse verifiche, perché ci siamo ritrovati persone che risultavano in due alberghi. Erogheremo anche i Caf, i contributi di autonoma sistemazione. Pagheremo tutto. La pubblica amministrazione ha i suoi tempi ma paga. E pagherà il 100 per cento“.

 

Commissario Vasco Errani che ha spiegato come: “Il terremoto è la calamità più grande degli ultimi 50 anni che ha colpito in modo particolare, anche il 24 di agosto, le Marche, non per le vittime ma le dimensioni del disastro. Abbiamo avuto la fortuna che la scossa 6.5 non abbia avuto vittime. Forse non c’è ancora la consapevolezza nel paese della dimensione del dramma e dei danni”.

Errani che ha aggiunto: “Non dobbiamo fare una gara a chi a avuto più danni, ciò che a noi serve è ricostruire. Uno dei fattori essenziali della ricostruzione sia la capacità di essere un sistema integrato che da risposte. Pubblico e privato, che ha energie e che ha forza. Dobbiamo semplificare i nostri linguaggi ed essere molto pragmatico e concreti. L’Italia non sarebbe più Italia se il suo centro non è più tale. Priorità assoluta alla scuola, perché i nostri ragazzi devono avere una prospettiva. Non quello che c’era prima ma un salto di qualità. Faremo un piano straordinario per scuole nuove, adeguate, di classe A, capaci di resistere ai terremoti. Un’ordinanza a fine anno permetterà d’individuare le scuole da ricostruire. L’altra grande priorità si chiama imprese e lavoro. Senza imprese e lavoro le comunità non hanno prospettiva. Entro Natale o al massimo subito dopo uscirà un’ordinanza per la ricostruzione delle imprese, anche quelle con i danni più gravi, compresa la demolizione e ricostruzione, compreso il risarcimento sui macchinari. Non possiamo permetterci la delocalizzazione di un impresa fuori dal territorio per questioni di tempo”.

Errani che parla di trasparenza totale: “Fare bene e presto, Una ricostruzione che rappresenterà anche un salto di qualità tecnologico. Dobbiamo costruire un percorso che rapidissimamente riattivi il lavoro e l’occupazione. La legalità,  la trasparenza  e un patto di reciproca collaborazione sono i tre aspetti fondamentali. Attenzione alle ditte che ricostruiscono, ai professionisti che devono essere iscritti ad una lista e assicurare i tempi della ricostruzione.” Errani che ha parlato di qualità del cemento armato: “Non possiamo permetterci di avere ritardi né buchi nella qualità di ricostruzione visto che lo sforzo è collettivo. Tutti noi stiamo pagando questa ricostruzione e tutti noi dobbiamo rispondere a come spendiamo le risorse della comunità. Nella storia dei terremoti che ci sono alle spalle non esistono tempi così rapidi, lo facciamo scommettendo su un impegno comune”. Errani che ha lanciato un appello al presidente nazionale di Confindustria parlando di un patto per lo sviluppo: “Dobbiamo portare nuove imprese in questi territori. Costruire imprese vere, che stiano qui e restino qui anche dopo gli incentivi. Per fare questo dobbiamo mettere in grado questo territorio dal punto di vista delle infrastrutture per accogliere nuove imprese”. 

Presidente nazionale di Confindustria Vincenzo Boccia che ha concluso l’incontro: “La nostra piccola industria è parte attiva di questo processo. Siamo consapevoli che i destini delle imprese sono legati a quelli del paese.  Vengo oggi con una dimensione di riconoscenza e di rispetto verso quello che fate e lo dico a nome di tutta l’industria italiana. Scuola e impresa sono presente e futuro di un paese, che coniuga formazione e lavoro. Grazie agli albergatori che hanno giocato una partita non semplice. Un aspetto di cuore e testa ci obbliga a non delegittimare gli altri e non avere alibi: corresponsabilità, è questo il modo di approccio diverso con le istituzioni. Ormai non distinguiamo più i sabati e le domeniche ma lo facciamo con passione”.

Boccia che ha concluso: “”Le parole di Errani sono significative, ci aiutano a fare sistema, una nuova dimensione di consapevolezza. Recuperiamo il senso di comunità in questo paese e il sentimento con cui siamo qui. Non è solo per il lancio di un fondo di solidarietà interno, ma di riconoscenza. Facciamo diventare queste aree un laboratorio di attrazione d’investimenti dal paese”.

Alcuni imprenditori presenti


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