Giochiamo perché non possiamo sempre prevedere chi vincerà e i film possono offrire sorprese altrettanto entusiasmanti.

Ci sono un milione di motivi per cui, sulla carta, “Game Night” potrebbe sembrare una commedia da studio, ma è tutt’altro.

Gli spettatori sarebbero perdonati per la loro esitazione nel vedere un altro film dei registi del reboot “Vacation“, ma John Francis Daley e Jonathan Goldstein, lavorando su un’ottima sceneggiatura di Mark Perez (“Accepted“), hanno creato una commedia veloce e divertente, piena di personaggi memorabili, e in grado di bilanciare slapstick e violenza senza sbilanciarsi troppo in una direzione.

 

In apparenza, “Game Night” sembra un amalgama di idee tratte da altri film, (il contrasto tra illusione e realtà di “The Game” e “L’uomo che sapeva troppo poco“, così come i frenetici sobborghi di “Sex Tape“), ma non si mostra mai ingannevole o artificioso. Colpisce con le battute, si, ma con un grado più alto di difficoltà, offrendo anche una trama.

 

Jason Bateman interpreta Max, un giocatore iper-competitivo sposato con l’altrettanto intensa Annie (Rachel McAdams). Si incontrano simpaticamente come capitani di squadre di trivia, prima di corteggiarsi l’un l’altro. Ora sposati, i due stanno avendo un momento difficile, forse perché Max si sente offuscato dall’unica persona che non potrà mai battere: il suo brillante fratello Brooks (Kyle Chandler). Consulente per gli investimenti, Brooks ci viene presentato mentre arriva in città guidando una Corvette Stingray (che è stata la macchina dei sogni di Max per tutta la vita) e subentra direttamente nella notte di gioco settimanale di Max e Annie. Offre alla coppia e ai loro amici Kevin (Lamorne Morris), Michelle (Kylie Bunbury) e Ryan (Billy Magnussen) l’opportunità di competere risolvendo un finto rapimento che sta per accadere e mettendo in palio, come premio, la sua macchina.

 

Gli uomini che hanno preso d’assalto la casa di Brooks e lo hanno rapito, tuttavia, non provengono dalla compagnia che lui ha ingaggiato, ma sono dei veri e propri scagnozzi mandati a catturarlo per un affare losco nel quale ha fatto da intermediario. Ma nessuno dei presenti lo sa, quindi tutti lasciano che il rapimento abbia luogo prima di iniziare a seguire gli indizi. Nel momento in cui le tre coppie capiscono la situazione si ritrovano catapultate in un mondo di armi reali (e ferite da arma da fuoco), club di combattimento sotterranei, informazioni di contrabbando e segreti sepolti da molto tempo.

 

Sarebbe stato molto facile, per la posta in gioco e la violenza che emergono, annullare la stupefacente leggerezza del film, ma Daley e Goldstein, riescono a mantenere un brillante equilibrio tra i molti cambiamenti tonali che avvengono. Certamente aiuta il fatto che questo sembra essere un film realmente “scritto” e non, come tante altre commedie da studio, semplicemente inventato da un cast di comici. La sceneggiatura di Perez crea gag portandole avanti fino alla fine e il suo nucleo di personaggi centrali ben consolidati ci permette di continuare a seguirli attraverso varie situazioni pericolose, ridendo fino in fondo.

 

di Giuseppe Di Stefano

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