
di Andrea Braconi
Due giornate piene quelle di sabato e domenica per il gruppo comunale di Protezione Civile di Fermo. Dalla consegna del nuovo veicolo donato dalla Carifermo (LEGGI QUI) al regalo per gli amici volontari di Arquata del Tronto (LEGGI QUI), passando per il percorso dedicato ai bambini all’interno della manifestazione Eco Day lungo viale Trento, percorso che da diversi anni ne caratterizza l’attività di divulgazione di una cultura del soccorso sempre più apprezzata in città e nell’intero territorio provinciale.
“Quello della Fondazione Carifermo e del presidente Palma è stato un gesto bellissimo – commenta Francesco Lusek, responsabile dell’ufficio comunale di Protezione Civile -. Ci ha chiesto di cosa ci fosse bisogno, a conferma della bontà del percorso che abbiamo avviato nel 2010. Avevamo molte attrezzature, c’è stata questa crescita esponenziale di volontari che non ci aspettavamo ma i mezzi non erano sufficienti. Oggi, invece, grazie a questa donazione siamo a posto anche sul fronte delle vetture”.
Siete una realtà che dal 2010 è passata da 15 a circa 60 volontari.
“Una crescita legata al tipo di lavoro che abbiamo sviluppato, alle nostre progettualità e alla disponibilità che abbiamo sempre dimostrato. E lo dimostra soprattutto la massiccia partecipazione, per certi versi inaspettata, che abbiamo avuto sabato mattina nella nostra sede in occasione della consegna ufficiale del mezzo. Pensa che avevo chiesto ai ragazzi di togliere alcune sedie per lasciare più spazio, invece abbiamo dovuto rimetterle, tanta è stata la presenza di autorità, rappresentanti del territorio e forze politiche di ogni schieramento. In questo percorso lungo 8 anni abbiamo lavorato per costruire qualcosa di stabile, passando per tre sindaci diversi. E questo è stato apprezzato.”
Quella di sabato è stata anche l’occasione per parlare della tua tesi sull’impiego della Protezione Civile del Comune di Fermo a seguito del sisma nel centro Italia, dalla preparazione all’emergenza.
“C’è una concomitanza tra il termine del mio percorso di studi ed una fase avanzata dell’emergenza sisma. Questo termine capita anche nell’ottavo anno del mio servizio al Comune di Fermo, quindi era anche l’occasione per fare un bilancio dal 2010 ad oggi, di tutti i fattori che ci hanno permesso di creare una macchina organizzativa che è stata capace di rispondere alla stessa emergenza. L’obiettivo era quello di analizzare lo stato dell’arte e la situazione sia a livello locale che nazionale, per trarre delle conclusioni e proporre delle soluzioni.”
E quali sono queste proposte?
“Innanzitutto, inserire un’educazione alla solidarietà spontanea. Attraverso i nostri programmi di cultura di Protezione Civile iniziare a sensibilizzare la gente su come donare, cosa donare e sul come seguire le indicazioni degli organi di coordinamento. Altro aspetto è il ruolo e la tutela degli animali, che svolgono una funzione sociale soprattutto nelle famiglie: occorre perciò creare tutte quelle misure di assistenza che ci permettono di seguire anche loro e di evitare separazioni, aggiungendo traumi ad altri traumi. Pensiamo soltanto ad un bambino che deve privarsi di un cane perché va in una struttura alberghiera a seguito di un terremoto. Inoltre, l’assistenza psicologica non solo alle vittime ma agli stessi soccorritori e al personale degli Enti locali che vive nelle zone del cratere. C’è gente, come i volontari di Arquata o come è capitato anche al sottoscritto e a tanti altri colleghi, che, oltre ad essere soccorritori o dipendente di Enti locali, è anche terremotato. É un doppio fardello, che a volte non viene compreso. Serve, quindi, l’inserimento di percorsi di supporto psicologico stabile.”
Nel tempo, da Fermo, avete lavorato anche ad un approccio diverso nei confronti delle nuove generazioni, ideando il format “Protezione Civile in gioco”.
“La diffusione di cultura di Protezione Civile va tarata a diverse fasce di età e al tipo di popolazione su cui si interviene. Ed il format del gioco nasce proprio da questi presupposti, prima del terremoto e poi adattato e migliorato. Siamo in una zona sismica e quindi è importante diffondere norme comportamentali.”
Si tratta di un’attività che fate anche nelle scuole.
“Molto, ma prevediamo anche di farlo in Comuni del cratere che si sono interessanti e ce l’hanno richiesto.”











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