Riccardo Di Angilla e, sullo sfondo, Nicola Temperini durante un incrocio dello scorso campionato tra Sutor ed Icubed

MONTEGRANARO – Si sono corteggiati, si sono voluti e alla fine si sono ritrovati: Riccardo Di Angilla, montegranarese doc, è uno dei nuovi lunghi della Sutor per la stagione sportiva 2018/19.

Un grandissimo colpo in casa gialloblù, con i veregrensi che di fatto si sono assicurati le prestazione di un giocatore d’esperienza e di talento: dalla difesa all’attacco, Riccardo ha infatti più volte dimostrato durante gli anni trascorsi tutto il proprio valore, non risparmiando fra le altre anche la stessa Sutor nei due incroci con la Icubed nella passata stagione.

E forse proprio la difficile situazione che ha coinvolto Pedaso è stata la svolta decisiva della trattiva, come racconta il diretto interessato: “Diciamo che è un paio di anni che c’era questa possibilità di tornare e alla fine, facilitato anche da quello che è successo a Pedaso, ho deciso di tornare dove sono nato e cresciuto.
Sei anni di Pedaso non si possono cancellare, anzi, li porterò sempre con me. Ne approfitto per ringraziare tutti giocatori, amici, allenatori, tifosi e dirigenti che in questi anni ci hanno permesso di arrivare dove siamo arrivati. Faccio a tutti loro un grande in bocca al lupo per il nuovo corso.”

Il pensiero dell’ex numero 8 biancorosso va poi a tutti gli anni trascorsi nelle trafile della Sutor e ai bei ricordi vissuti al palas di via Martiri D’Ungheria: “Tornare a casa vuol dire tanto e questa sarà la prima volta che indosserò quella storica maglia. Fin da piccolo l’ho sempre sognata: andavo la domenica a pulire il parquet e ammiravo i grandi campioni che sono passati alla Bombonera. Ora tante cose sono cambiate ma per me è comunque una grande gioia e mi riempie di orgoglio indossarla, alla fine penso che certi amori fanno giri immensi ma poi ritornano.
Ho avuto modo di conoscere quello che per ora è il nuovo roster, e posso sicuramente dire che sarà all’altezza della categoria. Sono felice inoltre di riabbracciare dei compagni che da diverso tempo incrociavo solo da avversari: penso che se troveremo il giusto equilibrio potremmo far bene. Non vedo l’ora di iniziare e di poter calcare quel parquet con la nostra casacca”.

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