Maurizio Di Cosmo

“Il sindaco Terrenzi fa bene a risollevare il dibattito sulla fusione tra comuni, ma è meglio aggregare i servizi”. Ad intervenire sulla proposta del primo cittadino di Sant’Elpidio a Mare, che negli ultimi mesi ha più volte auspicato l’avvio delle procedure per arrivare ad un referendum sula riunificazione con Porto Sant’Elpidio, è il segretario generale della Cgil provinciale di Fermo Maurizio Di Cosmo.  “Per continuare e andare avanti in maniera concreta in vista di qualche risultato, bisogna chiarire quali sono gli obiettivi e le strategie da adottare – suggerisce l’esponente Cgil – Il sindacato, anche in virtù del blocco assunzioni, dei tagli ai trasferimenti di risorse da parte dello Stato centrale e della crisi economico-produttiva in corso, ha da sempre indicato la strada della razionalizzazione e della riorganizzazione degli uffici con l’obiettivo di qualificare e potenziare i servizi alla cittadinanza. Qualche passo avanti è stato fatto realizzando con accordo sindacale l’ufficio Comune, anche con Monte Urano, per i servizi sociali. Dopodiché tutto si è fermato nonostante la reiterazione delle nostre proposte”.

Però, puntualizza Di Cosmo, “parlare di Unione comunale a me sembra troppo ardito e non abbastanza persuasivo circa i benefici (considerato il territorio, avere due sindaci è meglio o no che averne uno solo?) Se pensiamo a quanto è successo e sta succedendo nelle aree terremotate, l’esistenza dei sindaci dei piccoli e piccolissimi comuni ha consentito di dare voce a popolazioni che altrimenti sarebbero rimaste apparentemente silenziose. Inoltre, è giusto o sbagliato ridurre gli Enti istituzionali di partecipazione e decisione democratica? Tuttavia, al di là di queste considerazioni che meriterebbero una approfondita riflessione, porre il tema dell’Unione rischia di costruire fronti di opinione contrari (identità, campanilismi, ecc.) e rivelarsi un obiettivo troppo arduo da raggiungere. Meglio proseguire sulla strada proposta dal sindacato e cioè quella delle aggregazioni attraverso ulteriori accorpamenti di uffici comunali (anagrafe, bilancio, polizia Municipale, ecc.) e avviare finalmente una forte cooperazione sulla programmazione urbanistica, infrastrutture, politiche dei servizi (commercio-turismo, servizi a imprese a famiglie), rifiuti, trasporti, sviluppo economico, tutela del territorio. L’avvio eventuale di tale processo non peccherebbe di nessuna pretenziosità e troverebbe maggiori consensi”.

Il leader provinciale Cgil chiude: “Il riordino e la riorganizzazione delle istituzioni, anche locali, devono realizzarsi per perseguire gli obiettivi di migliorare i servizi ai cittadini, perseguire la qualità e la valorizzazione delle professionalità del lavoro, aumentare l’efficienza della Pubblica Amministrazione e il grado di partecipazione democratica dei cittadini. Tutto ciò non è affatto estraneo nel favorire l’uscita del Fermano dalla crisi e avviare di nuovo la sua crescita sociale ed
economica”.

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