“Stanno rimuovendo l’impalcato al palazzo dell’ex cineteatro Gigli e nel commentare il risultato provo a mettermi nei panni di tutti quei cittadini proprietari di unità immobiliari del borgo marinaro (le vie dalla fontanella verso sud fino alla stazione) che ogni volta che hanno dovuto ristrutturare un immobile, si sono trovati davanti a un’ampia serie di prescrizioni architettoniche che fanno lievitare i costi di ristrutturazione”. E’ la riflessione dell’ex candidato sindaco Giorgio Marcotulli, critico sulle modalità di restauro dell’immobile di piazza Garibaldi, di cui è iniziata la scopertura delle impalcature sul lato nord.
“Il borgo marinaro urbanisticamente è inquadrato come zona A (zona con caratteristiche storiche) e per lo stesso anni fa fu approvato un preciso piano di attuativo ove veniva individuato per ogni immobile il tipo di intervento ammissibile, oltre alle finiture e alle caratteristiche dei singoli elementi, un piano puntuale e preciso con lo scopo di preservare l’immagine e la caratteristica del borgo stesso – ricorda Marcotulli – Non a caso tra le prescrizioni troviamo: obbligo di utilizzo di mattoni vecchi per facciate, cornicioni di una determinata forma, infissi obbligatoriamente in legno, canali e discendenti in rame, comignoli rivestiti a mattoni, coppi per il tetto, divieto di installare caldaie e condizionatori esternamente e così via….. una serie di obblighi anche eccessivi da un mio punto di vista, ma che giustamente, se previsti per la conservazione delle caratteristiche tipologiche dell’epoca, e soprattutto se previsti per tutti, possono avere un senso”.
Secondo il capogruppo di Fratelli d’Italia, invece, per l’ex Gigli si è adottata un’altra politica. “Per il palazzo più significativo del Borgo Marinaro, quello che più rappresenta la storia del nostro borgo e che più dovrebbe fare da esempio, viene concesso di tutto. Infissi in alluminio, canne fumarie in acciaio a vista, intonaco sulle pareti, canali e discendenti in alluminio preverniciati, il tutto in barba a qualsiasi prescrizione di carattere storico e architettonico, e se pur il risultato si può considerare esteticamente pulito, di fatto è stata uccisa la memoria di ciò che era, dell’architettura che rappresentava e soprattutto si è perpetrata l’ennesima ingiustizia nei confronti di chi per anni ha rispetto il regolamento del Borgo Marinaro. Allora perché non togliere le prescrizioni per tutto il Borgo Marinaro, credo di interpretare il pensiero di molti proprietari che vedendo il risultato, pur apprezzandone l’idea, si sentono presi in giro. Dal mio insediamento attendo ancora la prima convocazione della commissione III, presidente la consigliera Silvia Santini, in cui poter discutere e confrontarci con i colleghi di maggioranza su questa e le altre questioni”.

L’ex cineteatro Gigli nella sua versione originaria














