Si è chiusa l’edizione 2018 de “La montagna si tinge di rosa”, organizzata dalle sezione Cai di Fermo. Un vero e proprio festival, anche se di dimensioni ridotte, che ha visto la partecipazione di numerosissimi soci ed amici di tutte le età dalla più piccola Anna 4 anni ad Ennio 96 anni, che si è anche cimentato in un saltarello con una ballerina del gruppo folk La Cucuma di Amandola.

Tutte le realtà della sezione si sono poi ritrovate dopo le varie attività: escursionismo in cima al Monte Amandola, arrampicata per i più giovani presso Balzo Rosso, bikers anello del monte medesimo e i senior passeggiata nel bosco di Campolungo e Valle Caprina. Poi dalle ore 14 nella piana di Campolungo, in un clima di convivialità con un ricco pranzo organizzato dai soci, spazio alla musica in compagnia de La Cucuma che con il loro stornelli musicati hanno regalato tradizione, storia e risate ai partecipanti. Questi ultimi, inoltre, hanno dato vita ad una gara di poesia scritta da loro durante il cammino del mattino con le parole chiave: montagna, sentiero, rosa e Cai, diventano protagonisti della giornata e dando vita ad un piccola rassegna di poeti in erba con poesie suggestive.

Gli organizzatori Mauro e Roberto non nascondono l’emozione e ringraziano tutti collaboratori che hanno dato la possibilità che la manifestazione riuscisse, dando un piccolo contributo alla rinascita dei Sibillini. “Anche se la vera protagonista – commentano – è sempre lei: la Montagna, che come una grande mamma accoglie tutti e come in un rifugio spirituale, gratifica, risolleva e nutre l’anima a tutte le età. Ed un po’ questa la mission della nostra sezione (che conta oltre 560 soci, la prima della Marche): oltre ad istruire ed educare i propri soci ad andare in montagna in sicurezza, vogliamo fargli vivere la montagna a 360 gradi, anche nella sua parte più spirituale”.

Appuntamento, quindi, all’edizione 2019, già in cantiere con ancora più novità. “Un grazie – concludono – al nostro presidente Scarfini che nel lontano 2012 credette fortemente in questo progetto, quasi anomalo per una sezione del Club Alpino Italiano, ora invece promosso anche dai vertici nazionali del Club come promozione della montagna alla portata di tutti”.

 

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