di Andrea Braconi

Non smette di trasformarsi il Parco della Pace di Servigliano. Da luogo di memoria (qui infatti erano detenuti prigionieri di guerra a partire dal primo conflitto mondiale, oltre ad aver ospitato profughi istriani dopo il 1945) ad arena per grandi concerti (Deep Purple e Caparezza, solo per citarne alcuni). Fino a diventare una casa della creatività. Proprio così: perché grazie ad un progetto che ha visto coinvolti i giovani del centro “La Rugiada”, l’artista Francesco Valeri e l’Amministrazione comunale, sulle pareti della palestra ha preso forma un murale che lo stesso Valeri definisce “una sorta di incubo dal quale salvarsi, una battaglia contro i mostri, un ritrovare la strada nella selva oscura”.

“Due anni fa – ricorda – proprio qui ho dato vita al progetto Cpg-59, riprendendo la sigla originaria e attribuendogli un significato diverso. Quindi, da campo prigionieri di guerra il parco è diventato campo di pittura generativa. Il murale che abbiamo terminato vuol far riflettere su come un luogo dal passato così buio possa riemergere alla luce attraverso l’arte. Ringrazio il centro la rugiada per l’opportunità datami e per la fiducia, tutti i ragazzi del centro, il Comune di Servigliano e mia figlia Talita”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA